L’origine della definizione “gemelli siamesi” si deve a una celeberrima coppia di fratelli, Eng e Chang, nati in Siam (l’odierna Thailandia) l’11 maggio del 1811.
Figli di una numerosa famiglia contadina erano cresciuti forti e in buona salute, nonostante la loro particolare condizione. I loro corpi, quasi del tutto separati, erano indissolubilmente uniti da una cartilagine al di sotto dello sterno. Ciò non aveva impedito loro di imparare ad arrampicarsi sugli alberi, condurre una barca, o lavorare nei campi aiutando la madre nella fattoria di famiglia.
La loro fama si deve all’iniziativa di un commerciante scozzese, Robert Hunter, che li conobbe nel 1824 e li convinse a esibirsi in giro per il mondo nei “freak show”.
Questi spettacoli, resi poi famosi da Barnum, erano delle fiere itineranti che spopolavano nell’Ottocento, in cui il pubblico pagava per poter osservare da vicino persone con un fisico insolito. Nani, giganti, donne barbute, persone deformi o ermafrodite venivano presentate attraverso esagerazioni e storie romanzate per solleticare ancora di più la curiosità del pubblico.
Eng e Chang, accettarono di firmare un contratto quinquennale con Hunter solo nel 1829, ma si prestarono volentieri all’esposizione pubblica in cambio di lauti guadagni. Si sottoponevano serenamente a indagini mediche finalizzate sia allo studio del fenomeno, sia alla verifica dell’autenticità della loro condizione. E contribuivano allo spettacolo con idee personali, trucchi di magia e acrobazie.
Crescendo, maturando e istruendosi sempre di più decisero di integrarsi del tutto nella società occidentale scegliendo un nuovo cognome, Bunker, e mettendosi in proprio. Accumularono così una grande ricchezza, poi decisero di abbandonare il mondo dello spettacolo, per diventare agiati proprietari (di terre e di schiavi) in North Carolina.
Sposarono due sorelle nel 1843, ed ebbero in totale 21 figli: nessuna coppia di gemelli “siamesi”.
Morirono il 17 gennaio 1874, a distanza di due ore.
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