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Risorgimento

Astro Donne – La Toro Jessie White Mario

Astro Donne – La Toro Jessie White Mario - elaborazione ©Fototeca Gilardi

Spesso si pensa che il segno del Toro sia così attaccato alla propria terra e alle proprie radici, da immaginarlo come una solida quercia inamovibile o come un soggetto occupato a costruire muri di cinta a difesa dei propri beni. Non è sempre così. Il segno del Toro dona ai soggetti nati sotto i suoi influssi una profonda passione per i beni materiali, per la terra e per i confini, certo, ma questo orientamento a perseguire un benessere fondato sul soddisfacimento dei bisogni fondamentali (cibo, un riparo, buona salute e un nucleo di affetti) si può declinare in molti modi.

L’inglese Jessie Jane Meriton White, nata il 9 maggio 1832 sotto il segno del Toro espresse al massimo grado questa propensione, ma viaggiando, parecchio lontana da casa e spendendosi a favore di perfetti sconosciuti.
Nata da una famiglia inglese di ricchi armatori e costruttori di velieri (come indicano Leggi tutto »Astro Donne – La Toro Jessie White Mario

Il Sangue del Sud

Scelte dal nostro archivio

In copertina del volume “Il Sangue del Sud” di Giordano Bruno Guerri appare il ritratto con arma, di Michelina De Cesare brigantessa e compagna di Francesco Guerra, originaria di Caspoli (Caserta) Italia 1860. La fotografia proviene dalla ampia collezione di immagini che documentano i protagonisti del Risorgimento italiano e del Brigantaggio della Fototeca Gilardi.

estratto della presentazione al libro:
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Risorgimento Revisione #7

Lapide a Fenestrelle

…settima e ultima puntata di riflessioni a proposito di revisionismo del Risorgimento…

È famosa la scritta all’ingresso dei lager nazisti «il lavoro rende liberi»: ha l’epigone in un lager del regno piemontese. I militari borbonici, che rifiutarono di prestare giuramento al nuovo sovrano Vittorio Emanuele II, vennero rinchiusi in presidi militari del settentrione italiano, quali Alessandria, San Maurizio Canavese e Fenestrelle, considerati dai revisionisti veri e propri campi di concentramento. Leggi tutto »Risorgimento Revisione #7

Risorgimento Revisione #6

Brigante fotografato come trofeo

…sesta e penultima puntata di riflessioni a proposito di revisionismo del Risorgimento… continuando il discorso iniziato dalla mia “fu” bacheca Fototeca Gilardi su Facebook …   Seguitemi se volete. (in barba a FB che mi ha sospeso)

«I militari solitamente così avari di immagini, rivelano un’improvvisa prodigalità fotografica durante la repressione del brigantaggio, negli anni successivi all’incontro di Teano. Ecco che d’un tratto l’impassibilità distante e oggettuale, la veduta silente, sono messe da parte, e i cadaveri prima nascosti vengono ostentati.Leggi tutto »Risorgimento Revisione #6

Risorgimento Revisione #5

BrigantAndo

… ed ancora riprendo dalla mia “fu” bacheca Fototeca Gilardi su Facebook – che proprio in questi giorni mi è stata revocata –  questa riflessione a proposito di Risorgimento… continuando il discorso iniziato nelle puntate precedenti… e che non terminerà qui.  Seguitemi se volete. (In barba a FB)

Battaglia Solferino-San Martino – Scheda ufficiale

Esito: vittoria franco-sabauda. Schieramenti: Impero francese Regno di Sardegna Impero austriaco. Comandanti: Napoleone III Vittorio Emanuele II Francesco Giuseppe. Effettivi: francopiemontesi 114.537 austriaci 119.783. Perdite francopiemontesi 17.242 tra morti, feriti, catturati… o dispersi. Perdite austriaci 21.738 tra morti, feriti, catturati o dispersi.
La battaglia di Solferino e San Martino – 24 giugno 1859 – venne combattuta fra l’esercito austriaco e quello franco-sardo, ponendo fine alla seconda guerra di indipendenza italiana. Fu la più grande battaglia dopo quella di Lipsia del 1813, avendovi preso parte, complessivamente, oltre 230.000 effettivi. I caduti francesi per l’espansione del Piemonte furono oltre 12.000…. La spedizione dei Mille è di un anno dopo, durò 5 mesi ed ebbe in totale 130 caduti (i Mille erano aumentati a 35.000). La vera guerra del Regno di Piemonte al Regno delle Due Sicilie, che ebbe inizio subito dopo, durò 5 anni, non si conoscono le perdite dalle due parti, certo molte decine di migliaia fra i “briganti” borbonici e ostaggi: « Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti. » (Antonio Gramsci[da L’Ordine Nuovo, Torino, 1920, p. 422])
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