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Prima Guerra Mondiale

Lo spettro della Terza Guerra Mondiale

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Non so se è per il tono usato nel parlarne, se per puro timore o perché ormai tutto ci sembra un videogame, ma questa Terza guerra mondiale ventilata sui media dà l’impressione di un annuncio costruito strategicamente a tavolino, una notizia vuota diffusa con scopi precisi ma, per noi comuni mortali, inconoscibili.
Certamente dopo il trauma collettivo dei due conflitti mondiali del secolo scorso, il nervo resta scoperto.
Molte volte, dalla fine della Seconda Guerra, è scattato l’allarme di un’altra crisi internazionale capace di portarci al punto di non ritorno, il che generalmente significava utilizzo di armi nucleari con conseguente distruzione del globo.
Gli Anni Cinquanta si sono caratterizzati per un clima di costante tensione, la cosiddetta “Guerra Fredda” cheLeggi tutto »Lo spettro della Terza Guerra Mondiale

Lo stereoscopio in trincea

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Lo stereoscopio in Trincea. A cura di Franco Gengotti. Spazio Oberdan – Milano, dal 13 al 24 ottobre dal lunedì al sabato in orario 18-22 e la domenica 10-14.

Consiglio vivamente una visita alla mostra allo Spazio Oberdan e una virtuale al sito: www.lagrandeguerrain3D.it  dove si possono vedere aggiornate le date delle prossime location ed eventualmente anche chiedere  informazioni per ospitarne l’allestimento.

La mostra di Franco Gengotti è a suo modo un richiamo di aiuto, dal piccolo catalogo si apprende che: «Durante la Grande Guerra alcuni appassionati di 3D, sui fronti opposti, hanno fotografato molti tragici momenti del conflitto. Luigi Marzocchi, Federico Erba e Sandro Saba sono tre fotografi dei quali stiamo cercando Leggi tutto »Lo stereoscopio in trincea

La guerra, è una gran brutta cosa

Prima Guerra Mondiale, bombardamento sul Piave

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio
Ecco come inizia la ”Leggenda del Piave”, la più conosciuta canzone patriottica italiana, che per qualche tempo, fu anche il nostro inno nazionale. Racconta del silenzioso avvicinamento notturno del nostro esercito al confine austriaco, nel 1915, della disfatta di Caporetto e del trionfante attacco finale del 1918. Quasi tutti noi bambini, negli anni settanta, la sapevamo a memoria: i nostri nonni (molti congedati come “cavalieri di Vittorio Veneto“) avevano marciato tra quei poveri fanti che, di solito, non corrispondevano affatto alle figure felicemente eroiche, celebrate dalla retorica nazionale. Di solito i nonni che avevano fatto la Prima guerra mondiale, non amavano parlarne, anzi preferivano dimenticarla e, alle insistenti domande di noi bambini, rispondevanoLeggi tutto »La guerra, è una gran brutta cosa

Trincee di carta

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Segnaliamo questa interessante serie di incontri organizzati nel centenario della Grande Guerra presso la Biblioteca Civica Negroni di Novara,  Sezione Novarese

giovedì 7 maggio ore 18,00

Mostra bibliografica e documentaria “Trincee di carta: maggio 1915, la Grande Guerra e i novaresi”

a cura dell’Istituto Storico della Resistenza Fornara

Prigione di trincee

Conferenza di Roberto Leggero, Università della Svizzera Italiana,

su Giuseppe Cuzzoni e i novaresi nella prima guerra mondiale

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Guerra e Pace

Il  prossimo 21 settembre, equinozio d’autunno, ricorre come ogni anno la giornata internazionale della Pace, proprio mentre sono in corso decine di conflitti armati in tutto il globo.
Più che mai auspicabile, e da sempre nei desideri delle popolazioni civili di ogni continente, la Pace mondiale resta ancora un’utopia, sottoposta com’è a politiche internazionali compromesse con un’economia predatoria e colonialista, ormai chiaramente disfunzionale alla vita umana.Leggi tutto »Guerra e Pace

Il Dio degli eserciti

(una foto al giorno leva l’ignoranza di torno) a cura di Lost Dream Editions

Nella Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano è conservato il dattiloscritto dell’autobiografia di Vincenzo Rabito, pubblicato da Einaudi nel 2007 con il titolo “Terra matta”. È un libro da non perdere. L’autore, nato nel 1899, sapeva scrivere ma aveva letto poco: sono numerosissime le parole scritte “per sentito dire”, storpiate spesso in modo delizioso: per dirne una fra tante, i “fuochi artificiali” diventano nella sua scrittura «fuoche alte uficiale» ( p. 54 ), dove la “e” ha un suono che sfocia nella”i”. La metamorfosi fonetica, poi, subita dalla parola che indica l’immagine totalmente automatica è di quelle che lasciano stupiti e fanno sentire l’eredità magica che si rivela già nel suono: «fatocrafia». L’autore di questa sorprendente autobiografia, raccontando la sua vita «discraziata», ce ne regala una stupenda, fatta di parole, cioè Leggi tutto »Il Dio degli eserciti