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Paracelso

Scialla mà!!!

L’incomprensibile passione di mio figlio per gli scacchi e il suo trionfante grido “Scacco matto!” durante l’ultima partita, mi hanno indotto a cercare di capire con chi dovessi prendermela per l’invenzione di questo gioco strategico in cui non riesco a raccapezzarmi.
La ricerca di un colpevole, oltre a trasportarmi in un mondo leggendario in cui gli scacchi vengono inventati una volta da un bramino, un’altra da un principe, un’altra ancora da un mercante (sempre allo scopo di dimostrare la necessità di sacrificare delle vite preziose in battaglia) mi ha anche rallegrato con un inaspettato elenco di arabismi entrati nell’uso quotidiano della nostra lingua.
Sì, perché l’esclamazione “Scacco matto” deriva dall’arabo shāh māt, la frase conclusiva della partita che vuol dire “lo scià è morto”, ma anche il termine alfiere è mutuato dallo spagnolo alférez, che a sua volta viene dal vocabolo arabo al-fīlelefante“.Leggi tutto »Scialla mà!!!

La corona di Demetra

Si racconta che l’ultimo re di Roma Tarquinio il Superbo, interrogato dal figlio su quale fosse la prossima mossa contro il nemico, senza proferire parola decapitò con un colpo di spada i più alti papaveri che ondeggiavano nel giardino. Sembra che sia questa l’origine dell’appellativo di “alti papaveri” (alti, alti, alti!) usato oggi per indicare i vertici del potere politico.Leggi tutto »La corona di Demetra