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La vita della città

venditore di polipo bollito - Fotografia di Ando Gilardi , Palermo 1955 circa ©Fototeca Gilardi

A volte, dobbiamo ammetterlo, il desiderio di vedere nuovamente le nostre strade vive e affollate, si fa sentire particolarmente. E non si tratta di una sensazione nata con le recenti restrizioni, ma di un sottile rimpianto per epoche ormai lontane in cui ogni via cittadina era costellata di negozi e fiorenti attività, dove le saracinesche erano chiuse solo di notte e ogni mattina il quartiere si risvegliava pian piano con i profumi che Leggi tutto »La vita della città

Hermes alla catena

Mercurio alato, affresco di Raffaello Sanzio, elaborazione ©Fototeca Gilardi

Sorry, we missed you di Ken Loach ha finalmente sollevato il velo che copriva, agli occhi dei più indifferenti, i danni irreparabili che la diffusione del commercio on-line sta procurando a lavoratori e ambiente. Con il suo sguardo disincantato e privo di ipocrisia, il regista ha messo in luce il feroce sfruttamento in atto nei confronti di migliaia di lavoratori (i corrieri del commercio digitale) ridotti ad una plebe senza Leggi tutto »Hermes alla catena

Buttare o riparare?

La bottega del calzolaio,  fotografia del 1897 elaborazione ©Fototeca Gilardi

Nonostante da decenni le industrie sfornino prodotti “a scadenza”, ancora qualcuno se ne stupisce.
Le recenti multe comminate ad Apple e Samsung per aver diffuso aggiornamenti che rendono artificialmente vecchi gli smartphone, hanno dimostrato una volta per tutte che l’obsolescenza viene accuratamente programmata soprattutto nel settore tecnologia o su beni di grande valore. Che dire ad esempio del ricambio forzato di automobili in base ad un calendario a tappe già stabilito fino al 2025, per cui automobili che acquistiamo oggi, sono destinate a Leggi tutto »Buttare o riparare?

Stoccafisso “fusion”

Fotografia di Ando Gilardi #andogilardi

È noto che la cucina italiana sia la migliore del mondo e questo è uno dei pochi pregi che anche gli stranieri ci riconoscono. Ce ne vantiamo e la esportiamo con successo, come se il nostro “DNA italico” producesse di per sé genialità senza sforzo. Non oserei mai smentire la nostra innata creatività, però sappiamo bene che un paese esposto per tre quarti al mare, dominato per secoli da tutti i popoli circostanti, più che altro dovrebbe vantarsi di aver tratto il meglio dalle contaminazioni culturali … insomma siamo proprio sicuri di poter chiamare “tipicamente italiano” … che so … il “baccalà alla vicentina”?
Quel che la Serenissima battezzò “baccalà” è, in realtà, ciò che Leggi tutto »Stoccafisso “fusion”

Prezioso indaco

La storia dell’indaco per come lo conosciamo oggi, iniziò nel 1883 quando il chimico tedesco Adolf Baeyer scoprì come produrre l’indaco in laboratorio e propose la prima formula corretta, guadagnandosi il premio Nobel per la chimica nel 1905. Il suo lavoro era stato il risultato di forti pressioni da parte dell’industria chimica tedesca che non voleva più dipendere dall’importazione britannica di indaco naturale dall’Asia e in particolare dall’India.
Ci vollero ancora parecchi anni prima che la BASF potesse mettere in commercio l’indaco sintetico, che trovò applicazione soprattutto nella tintura del cotone, dando una decisa spinta alla diffusione di un tessuto blu, resistente e comodo, già conosciuto dal XV secolo come “blu di Genova” ed oggi diffuso con il nome diLeggi tutto »Prezioso indaco

Vendo neve!

Oggi pochi si possono permettere la settimana bianca o un week end sugli sci, così la neve è diventata solo una scocciatura: in città, dopo una prima piacevole sensazione di silenzio e pulizia, inizia ad imbrattarsi, per le strade rallenta il traffico, e in campagna per quanto utile ad incrementare le scorte d’acqua, lascia isolati interi paesi.
Gli unici che, per fortuna, se la godono ancora sono i bambini che fanno a palle di neve e si rotolano sul gelido manto bianco, incuranti del freddo.
Eppure la neve nell’antichità era un bene assai Leggi tutto »Vendo neve!

Le sorelle Aspirina ed Eroina

Era l’estate del 1897 e un giovane chimico tedesco, Felix Hoffmann, da tempo inseguiva un ambizioso progetto.
La casa farmaceutica per la quale lavorava lo aveva incaricato di cercare un analgesico che potesse sostituire la morfina, un derivato dell’oppio usato con successo da decenni che provocava, però, uno spiacevole effetto collaterale: la tossicodipendenza dei pazienti.
Hoffmann aveva scelto di fare esperimenti su una sostanza di recente scoperta: la salicina.Leggi tutto »Le sorelle Aspirina ed Eroina