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arte

Amici di Ando – Visita al Louvre 2

Visita al Louvre_2

Continua la serie: finta, didattica, nonsense, realistica, ipervera.  Elementi di educazione artistica della rubrica Amici di Ando Gilardi, diario di lavoro scritto con frequenza più che quotidiana da gennaio alla fine del 2007  e diffuso tramite la sua personale e bizzarra mail-list. Vedi le precedenti.

18  febbraio 2007

Cari Amici, non so resistere alla tentazione di farvi vedere i capolavori della serie Visita al Louvre, questo di una ragazzina di 10/11 anni e sembra impossibile ma non ne ricordo il nome, era una domenica d’agosto e già sapeva qualcosaLeggi tutto »Amici di Ando – Visita al Louvre 2

Amici di Ando – Visita al Louvre 1

Visita al Louvre_1

Continua la serie Dada-didattica:  elementi di educazione artistica dalla rubrica Amici di Ando Gilardi. Rubrica scritta con frequenza più che quotidiana dal gennaio 2007 alla fine e diffusa a suo tempo tramite la personale e quanto mai selettiva, mail-list.

15 Febbraio  2007 (3)

Cari Amici, la serie che già conoscete delle Visite al Museo X o Y è lunga e mi piace come pure ai ragazzi. La costruzione facile facile è stupendamente Leggi tutto »Amici di Ando – Visita al Louvre 1

Amici di Ando – Uomini topi e Kandinskij

uomini topi kandinsky

Ecco nuovamente uno dei “post” di Ando Gilardi dalla rubrica Amici uscita da gennaio a fine 2007 e diffusa tramite la sua personale mail-list, ristretta a collaboratori, colleghi e -appunto- amici. In questi brevi testi trattava di Arte, mercato dell’arte, storia dell’arte, educazione artistica, in modo Dada-didattico. 

22 febbraio 2007

Cari Amici, piace il progetto del Topo che però non è un gioco.

TESI – Nei Musei da qualche tempo prolifica un Roditore Digitale: i Capolavori sono Formaggi, Kandinskij-Gorgonzola è fattoLeggi tutto »Amici di Ando – Uomini topi e Kandinskij

Recuperi impossibili

(Cartoline a Ponzone) a cura di Lost Dream Editions

La libreria Feltrinelli era “piccola”, con numerose vetrine che davano su una traversale di corso Buenos Aires, una delle principali arterie dello shopping milanese; non si era ancora trasferita quando ho sfogliato un libro fotografico il cui titolo mi aveva attratto, forse per l’uso del vernacolo, che sembrava dare una patente di normalità, come fosse una nevicata, a un avvenimento eccezionale e terribile: “In dre a bombarda Milan” ( non garantisco sull’ortografia, ma il senso è “Stanno bombardando Milano” ). Numerose fotografie, virate color seppia, documentavano gli effetti deiLeggi tutto »Recuperi impossibili

Autografi

(una foto al giorno leva l’ignoranza di torno) a cura di Lost Dream Editions

Lo stencil è stato inventato circa 30.000 anni fa. Dopo avere riempito la bocca con un colorante, l’ “artista” lo spruzzava sulla mano appoggiata alla parete della caverna, ottenendone un’immagine a risparmio, che possiamo vedere come un’icona automatica e contemporaneamente come il più antico esemplare di “firma”. Firma che, secoli dopo, la chiesa cattolica impedirà agli artisti di apporre sulle loro opere, costringendoli a nascondere il proprio volto fra i personaggi ritratti o a rivendicarne la paternità, come farà Michelangelo Buonarroti, incidendo nel marmo della “Pietà” il proprio nome di nascosto e in fretta, come dimostrano gli evidenti errori ortografici.
Un’altra “firma” iconica, irrimediabilmente legata alla criminalità, è quella forzosamente rilasciata daLeggi tutto »Autografi

Curiosamente simili

(una foto al giorno leva l’ignoranza di torno) a cura di Lost Dream Editions

Sebbene Arnold Hauser nella sua fondamentale “Storia sociale dell’arte” (Einaudi 1956 ) non ne faccia, stranamente, menzione, il primo, o tutt’al più il secondo, segno lasciato dall’uomo sulla parete di una caverna è stato quello della vulva.
E non è certo per meravigliare i borghesi che Ando Gilardi ha fatto notare che quelleLeggi tutto »Curiosamente simili

Tattoo

Fin dai tempi di Otzi l’arte del tatuaggio ha accompagnato la storia umana, con valenze rituali, curative,  identitarie o semplicemente estetiche.
Diffusi in tutto l’oriente, dalla Cina al Giappone, dalla Persia all’Egitto, dalle Filippine all’India vengono citati anche nel Milione da Marco Polo che scrisse di aver visto disegni fatti con gli aghi, sulla pelle di abitanti della Cina occidentale.
Nella nostra cultura il tatuaggio (per lungo tempo limitato in gran parte ad identificare criminali e detenuti) compare per la prima volta nel 1769, quando il Capitano inglese James Cook a Tahiti, annotando le usanze della popolazione locale, trascrive per la prima volta la parola tattow, alludendo alla body art degli indigeni.

La parola tatoo deriva infatti dal nome dello strumento usato dagli antichi artisti polinesiani che incidevano la pelle, il  tatatau (letteralmente battere o marchiare). Formato da un manico di legno e Leggi tutto »Tattoo