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Aristofane

Madre, donna, donnaccia, santa

Gruppo di donne con fiasco, fotografia 1900 circa - ©Fototeca Gilardi

« Se cediamo, se gli diamo il minimo appiglio, non ci sarà più un mestiere che queste, con la loro ostinazione, non riusciranno a fare. Costruiranno navi, vorranno combattere per mare […]. Se poi si mettono a cavalcare, è la fine dei cavalieri. »

Per una volta vorrei che a celebrare l’8 marzo non fossero solo le lacrime per la triste condizione femminile nel mondo, ma delle risate che arrivano da un tempo molto lontano, un tempo (2400 anni fa) in cui un uomo decise di usare il suo genio e la sua posizione privilegiata a favore “dell’altra metà del cielo”.
Nell’Atene del V secolo a.C. abitata da pomposi capifamiglia dediti alla Leggi tutto »Madre, donna, donnaccia, santa

Dal “digitus impudicus” al “V” grillino

L’uso e l’importanza dei gesti hanno interessato filosofi e linguisti per secoli.
Aristotele scrisse che l’uomo impara ad esprimersi a gesti prima di imparare a parlare.
Probabilmente la gestualità è stato il primo vero linguaggio e ancora accompagna (e a volte sostituisce) il discorso verbale.
Si pensa che i gesti utilizzati in Europa abbiano avuto origine nell’antica Grecia per poi essere trasportati nel sud dell’Italia attraverso le rotte commerciali e di esplorazione. Leggi tutto »Dal “digitus impudicus” al “V” grillino