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Storia d’Europa, storia di profughi

Storia d'Europa storia di profughi

Quando i potenti della terra decidono di giocare a Risiko con le nostre vite l’unica cosa di cui possiamo essere certi, oltre alle migliaia di morti conseguenti, è la disperazione di milioni di profughi che fuggono dalla distruzione.

La nostra storia – la storia europea – è una storia di profughi ed esuli.
Di territori invasi, prima in una direzione e poi nell’altra.
È una lunga storia di conquiste, cacciate e amari ritorni.

Di case distrutte, di beni perduti, di umiliazioni e fughe verso luoghi che raramente ti accolgono a braccia aperte. Di bambini e genitori persi e mai più ritrovati.

Essere sfollato perché un terremoto ha distrutto il tuo paese è terrificante.
Tuttavia nella catastrofe naturale leggiamo un’ineluttabilità che il nostro cuore, in fondo, comprende.

Ma in una guerra…

In una guerra non c’è niente di inevitabile.

Nella tirannide omicida che ti rende impossibile restare nel tuo paese, non c’è nulla di inevitabile.

Quante volte nel secolo scorso, i popoli che vivevano al confine tra un impero e un altro, hanno perso tutto?
E quante volte hanno dovuto abbandonare da un giorno all’altro le loro case, mossi come pedine di un gioco crudele?

La distruzione, poi, non è unidirezionale: chi oggi invade, ieri è stato invaso.
Chi oggi fugge, domani invaderà.

In una continua lotta per la supremazia giocata a tavolino sulla pelle dei popoli di confine.
O sulla pelle di chi ha avuto la sfortuna di nascere in un territorio le cui risorse fanno gola ad altri.

Profughi, esuli, colonne di umani stanchi e logori.
Uomini, donne, vecchi, bambini, animali, che camminano incolonnati verso la speranza.

O vagano persi nei boschi e nei mari, braccati e respinti.

Usati in questo gioco crudele, come bombe umane capaci di mettere in crisi l’economia degli Stati che, volenti o nolenti, li accoglieranno.

Da decenni non facciamo altro che mettere una pezza peggiore del buco di fronte alla questione dei profughi del XXI secolo.
E ora, mentre la guerra l’abbiamo in casa, anche la vergogna di fare distinzioni tra rifugiati di serie A e di serie B si manifesta in tutto il suo orrore.

L’Europa, da 30 anni meta di milioni di profughi del Mediterraneo e del Medio Oriente, ancora si ostina a spendere inutilmente risorse per costruire muri e controllare i confini.

Continua a torturare e vessare chi ha l’unica colpa di voler vivere in pace e di credere che “poco più in là” esistano culture democratiche e rispettose dei diritti umani.

Ancora finge che la sua rapace mano destra non stia provocando ciò che la fragile mano sinistra vuole fermare.

E mentre migliaia di famiglie disperate calpestano la stessa polvere che hanno calpestato i profughi del passato, noi restiamo attoniti e paralizzati.

Sordi e ciechi al ripetersi della storia, sempre uguale. Sempre ottusamente simile a se stessa.

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