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Europei di calcio a modo mio

animali antropomorfi giocano a calcio, illustrazione in stile fumetto,anni Quaranta del XX secolo

A chi non è appassionato di calcio resta sempre difficile capire il tifo smodato, in periodi come questo del Campionato europeo.
Social, Tv e radio monopolizzati.
Nell’aria, discorsi monotoni.
E come se non bastasse, 3 o 4 servizi a tema calcio nei TG nazionali.

Tuttavia … c’è un sentimento che posso condividere con i tifosi, soprattutto con quelli delle partitelle di paese, ma posso allargarlo a chi ora segue gli Europei: il piacere di sentirsi parte di una squadra, di gioire o piangere insieme a chi ha sperato con te di arrivare ad una vittoria.

Fatico, eh.
Fatico molto perché non sono un tipo competitivo e il mio sport preferito è la lettura sul divano.
Ma capisco.

Anzi, oso confessare che ho tanto tifato una volta, proprio per una partita di calcio.
Per la precisione una partita Italia-Svizzera.
Sulla spiaggia di Riccione. Nel 1979.

Avevo 11 anni ed ero all’ultimo anno di colonia.
La nostra spiaggia confinava con quella di una colonia svizzera, piena di ragazzi carini e ragazze simpatiche.
Qualche proto-animatore dell’epoca decise che non potevamo perdere l’occasione di sfidare i nostri vicini e confinanti, tanto più che suscitavano in noi immediati sentimenti di inadeguatezza.
Il loro fare composto, i fisici mediamente slanciati e quell’abilità nel parlare il francese (che era la loro lingua, ma a noi sembrava una cosa molto “cool”) non poteva che sfociare in una tenzone!

Piantati quattro picchetti nella sabbia e tesa la corda per delimitare il campo, iniziò la partita.
Io e le mie amiche, gomito a gomito con dei bellissimi ragazzi svizzeri, sentivamo le loro grida di incitamento: “Allez-allez la Suisse!”
Come resistere?!


Andò a finire che attaccammo bottone e che ci scambiammo reciprocamente le frasi di incitamento, gridando tutti alternativamente “Forza Italia!” (frase allora libera da copyright) e “Allez la Suisse!”.

Chi vinse?
Non me lo ricordo. Probabilmente loro, ma da quel momento Italia e Svizzera, almeno sul quel tratto di spiaggia, almeno in quel luglio 1979, divennero tutt’uno grazie al calcio.

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