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Malleus Maleficarum

Il Sabba delle streghe Incisione di Adrianus Hubertus, XVI secolo elaborazione ©Fototeca Gilardi

Membro dell’ordine domenicano dei predicatori, Heinrich Kramer aveva una vera e propria ossessione per le streghe.

Nonostante parte della Chiesa all’epoca considerasse la stregoneria una superstizione, negli strati popolari la credenza nelle forze demoniache era ben radicata.

Così era anche per molti zelanti religiosi tra cui appunto Kramer che a partire dal 1480 iniziò a esercitare la sua persecuzione.

Espulso da una città a seguito di un fallito tentativo di cattura delle streghe, non si perse d’animo. Era convinto che i suoi metodi dovessero essere diffusi e applicati ampiamente.

Li raccolse tutti in un volume che pubblicò nel 1487, con il titolo di “Malleus Maleficarum”: il martello delle streghe.

La prima edizione del “Malleus Maleficarum” uscì a opera di uno dei maggiori stampatori tedeschi.

Descriveva la stregoneria e cercava di dimostrare la sua esistenza senza ombra di dubbio.
Spiegava i poteri delle streghe e i loro metodi di reclutamento.
Dava conto dei metodi per selezionare i giudici più appropriati per presiedere un processo.

Suggeriva tecniche per non essere incantati dalle streghe durante l’interrogatorio.
Si poneva l’annoso problema dei “grandi guai causati dall’ostinato silenzio delle streghe”.

Ma soprattutto si dilungava nel suggerire atroci metodi di tortura e indugiava morbosamente nel descrivere i demoniaci accoppiamenti delle streghe.

Il successo del Malleus Maleficarum portò a numerose ristampe dell’opera di Kramer che, grazie a un notaio compiacente, aveva avuto anche un falso “imprimatur” di adeguatezza teologica.

Una bolla papale del 1484, precedente alla pubblicazione del libro, consentiva già i procedimenti giudiziari per stregoneria. Così il Malleus entrò a far parte della “letteratura” di riferimento per l’Inquisizione, pur senza ufficiale adozione da parte della Chiesa.

Intorno al 1530 però la caccia alle streghe improvvisamente subì un arresto e il Malleus rimase, finalmente, nelle polverose biblioteche come un orrido cimelio.

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