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Iconica Raffaella

Raffaella Carrà icona della televisione italiana

Raffaella Carrà, icona di un’epoca … addio…

Con Raffaella Carrà se n’è andato un mondo, è inutile negarlo.
Lei era il mito assoluto dei bambini e dei ragazzini nati tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.

Al di là della “retorica dell’ombelico” (parte anatomica che nel 1970 era già stata ampiamente sdoganata sulle spiagge e per le strade) Raffaella Carrà aveva indubbiamente qualcosa di speciale.

Frizzante, intelligente, moderna, libera fino alla soglia degli ottant’anni, non potrebbe rappresentare meglio la sua generazione: quella dei bambini nati durante la guerra e a dispetto della guerra stessa.

Le pagine dei giornali giustificano il suo successo mondiale imputandolo a una fantomatica “bellezza rassicurante che non faceva paura alle donne”.

A parte la misoginia racchiusa in una tale affermazione, in realtà, da quella ragazza minuta dal fisico perfetto trasparivano una forza e una sicurezza assoluti, privi di arroganza.
Ecco perché piaceva a tutti.

Il mondo che ha fissato il mito della Carrà nelle menti di noi cinquantenni era un mondo in cui la TV era in bianco e nero, in cui esistevano solo i canali RAI e la maggior parte del tempo si trascorreva giocando nei cortili, per la strada o nei prati.

Era il tempo dei vinili, dei 45 giri e dei juke-box al mare.
Il tempo dello show del sabato sera. Uno solo, che guardavamo tutti.
Lei era la discreta regina di quello show e di quel mondo.

Era giovane, bellissima, sapeva cantare, ballare, riusciva a essere elegante, sexy e misurata senza risultare fredda.
Da intrattenitrice nata, era in grado di interagire con ogni ospite, di tacere al momento giusto, di riempire i vuoti imbarazzanti.
Certo che allora, da bambini, non si era consapevoli di tutto ciò, ma questo era il suo fascino e arrivava anche a noi piccoli.
Questo, insieme alla sua capacità di sfoggiare con totale disinvoltura abiti così assurdi che neanche Renato Zero!

E quando il successo in Italia le voltò le spalle, non fece altro che esplodere come fenomeno mediatico in Spagna e in America latina, emigrando (umilmente, ma senza perdere un grammo di dignità) come migliaia di italiani prima di lei.
Quando tornò, forte di un successo planetario, con i suoi popolarissimi format fece la storia della TV italiana.

Ecco cos’era la Carrà.

Niente ombelico, niente bellezza rassicurante.
Solo una donna forte e sicura di sé, piena di ottimismo, iniziativa e senso di realtà.
Un carattere d’acciaio sotto un sorriso smagliante.
La donna che noi bambine vanesie degli anni Sessanta volevamo essere.

Icona del trash e icona di un’epoca ci ha divertito divertendosi, senza mai perdere la misura delle cose e dosando abilmente quella sana follia che un vero artista cova sempre dentro di sé.

Addio Raffa, sei stata leggerezza e infanzia. Colore e risate. Musica e allegria.
Grazie.

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