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Guido Alfani

Guido Alfani – Società dei Reduci dalle patrie battaglie © Fototeca Gilardi/Ministero della Cultura

Società dei Reduci dalle patrie battaglie

Guido Alfani nacque a Firenze il 17 gennaio 1876.

Maggiore di tre fratelli e di salute cagionevole compì gli studi ginnasiali nel collegio Gavi a Livorno mostrando una particolare predisposizione per le materie scientifiche.

Appena quindicenne manifestò una vocazione religiosa unita a un irrinunciabile bisogno di ritirarsi a una vita tranquilla.

Questa scelta gli consentì di proseguire serenamente gli studi che lo avrebbero portato a diventare presto uno dei più celebri sismologi italiani.

Presso il collegio Gavi, Alfani trovò l’ambiente ideale per condurre gli studi di sismologia che lo appassionavano.

Suo padre Augusto, valente pedagogista, contattò Raffello Stiattesi allora direttore dell’Osservatorio sismologico di Quarto Castello di Firenze.

Attrezzature nuove

È lo stesso Stiattesi che scrive come il celebre professore “visto che questa scienza nuova avrebbe poco affaticato il figliolo, che vi dimostrava molta propensione ordinò alcuni sismometri, che portò poi al collegio Gavi a Livorno. Gli si costruirono pure pendoli orizzontali del nostro brevetto”.

Guido Alfani, totalmente appoggiato dal padre, mise così in piedi un vero e proprio osservatorio, dotato dei più sensibili strumenti sismici dell’epoca.

Guido Alfani
Guido Alfani – Società dei Reduci dalle patrie battaglie © Fototeca Gilardi/Ministero della Cultura

La sua crescente competenza e il grande impegno nel campo attirarono l’attenzione di Timoteo Bertelli e Giovanni Giovannozzi, direttori dei più importanti osservatori sismologici religiosi di Firenze.

Entrambi fecero visita ad Alfani presso il collegio Gavi e ne rimasero fortemente colpiti, tanto da contenderselo.

Dopo un tentativo fallito di entrare nell’ordine dei Barnabiti di Bertelli, nel 1899 Alfani entrò a far parte dell’Ordine degli Scolopi stabilendosi presso l’osservatorio ximeniano di Padre Giovannozzi.

Insegnò per alcuni anni fisica e matematica nel collegio scolopio di S. Giovannino di Firenze.
Investendo il suo patrimonio personale, arricchì l’osservatorio ximeniano di nuovi strumenti da lui perfezionati o ideati, come il trepidometro portatile, l’ortosismografo, il vibrografo accelerometrico e il fotosismografo Alfani.

Grazie alla sua iniziativa, nel 1901 l’Osservatorio Ximeniano iniziò a pubblicare il Bollettino Sismologico per comunicare a tutti gli altri osservatori le sue registrazioni sismiche.

Vibrazioni pericolose

Dopo il crollo del campanile di San Marco a Venezia, il 14 luglio 1902, le autorità fiorentine gli chiesero di monitorare le vibrazioni nella torre di Palazzo Vecchio allo sparo del cannone di mezzogiorno.
Così il 28 marzo 1903 lo scienziato installò un trepidometro nella torre.

Poco più che venticinquenne decise di installare nei locali dell’Ordine degli Scolopi una stazione geodinamica unica in Italia, per localizzare rapidamente gli epicentri di terremoti.

E fu proprio grazie a questi strumenti che Alfani l’8 settembre 1905 riuscì a informare le autorità di un terrificante terremoto avvenuto in Calabria, prima ancora che arrivassero le richieste d’aiuto da parte delle popolazioni colpite.

La stampa gli affibbiò subito l’appellativo di “profeta e mago dei terremoti” e il Natale di quello stesso anno divenne direttore dell’Osservatorio Ximeniano.

Intorno al 1907, per raggiungere sempre maggiore precisione nella registrazione dei segnali sismici, ideò e fece realizzare il tromometrografo.

Questo sensibilissimo strumento era basato sul pendolo orizzontale creato dal sismologo giapponese Fusakichi Omori, grande amico di Alfani.

Un anno più tardi un’altra gravissima catastrofe lo vide protagonista.

La mattina del 28 dicembre 1908 gli strumenti dell’osservatorio rilevarono un terremoto di violenza straordinaria, superiore a quella del 1905. Anche questa volta sembrava avesse colpito la Calabria. I tracciati superavano i 60 cm di ampiezza contro i 23 cm del sisma del 1905.

Si trattava del devastante terremoto di Messina.

Allora Alfani era già divenuto una celebrità nel mondo della sismologia italiana e internazionale.
Così venne incluso nella Commissione incaricata di indicare le zone più adatte per la ricostruzione degli edifici colpiti dal terremoto.

Appelli alla prevenzione

Pochi mesi dopo, durante una delle sue conferenze, di fronte a numerose autorità (i Ministri Orlando e Rava, il Senatore Blaserna e i membri della commissione geologica) si lanciò in una durissima denuncia.

Disse che in Italia, nonostante gli appelli di esperti come lui, nulla era stato fatto per prevenire i danni del terremoto.

La necessaria imposizione di un codice di edilizia antisismica invocato a più riprese dagli scienziati era rimasto lettera morta e aveva provocato il disastro di Messina.

Sempre alla ricerca di mezzi più precisi per prevedere i terremoti, nel 1912 Alfani decise di installare allo Ximeniano un moderno impianto radiotelegrafico.
Lo scopo era quello di utilizzare radiosegnali orari per la taratura dei sismografi.

Bisognava collegare i fenomeni sismici e meteorologici all’ora esatta di avvenimento, utilizzando i segnali orari emessi dalla stazione della Torre Eiffel.

Una visita ambita

Così il celebre sismologo racconta la visita che lo stesso Guglielmo Marconi gli fece in quell’occasione.

“Il 13 settembre ebbi l’onore di una visita ambitissima, che oltre a portarmi generale conforto, mi dette anche occasione a nuovi studi e ricerche. Guglielmo Marconi di passaggio a Firenze per poche ore, venne a visitare l’Osservatorio Ximeniano. Volle vedere tutto dalla stazione geodinamica sotterranea alla terrazza, sempre esprimendo parole molto lusinghiere. In particolare però si soffermò davanti all’apparecchio radiotelegrafico che trovò ottimamente impiantato e che cercò di meglio sintonizzare.”

L’attrezzatura di avanguardia gli permise così di localizzare rapidamente anche gli epicentri dei successivi terremoti: quello di Avezzano (gennaio 1915), del Mugello (giugno 1919), delle Alpi Apuane (settembre 1920).
Il vantaggio era quello di riuscire ad allertare immediatamente le autorità favorendo l’afflusso sollecito dei soccorsi.

Altri interessi

Gli interessi di Guido Alfani non si limitarono alla sismologia.

Nel 1929 ricostruì nel duomo di Firenze l’esperimento che Foucault aveva realizzato con il pendolo nel Pantheon di Parigi il secolo precedente.

Eseguì osservazioni sullo spostamento solare nella cattedrale di Firenze e studiò le oscillazioni del campanile di Pisa.

Si dedicò anche all’astronomia e pubblicò Un secolo di osservazioni meteorologiche (1813-1918)” portando un importante contributo alla climatologia italiana.

Nel 1916 ricevette la laurea ad honorem in fisica e ottenne la libera docenza in sismologia all’università di Firenze.

Divenne membro del C.N.R. e di molte accademie italiane e straniere.

Morì a Firenze il 20 novembre 1940.

© riproduzione riservata

In Fototeca conserviamo diverse preziose gallerie di ritratti, sono collezioni di rilievo che vale la pena di esplorare sfogliando una a una le vite dei personaggi illustri che la storia non ha trasformato in icone universali, ma che hanno lasciato tracce rilevanti grazie al loro contributo umano e professionale o per la particolarità della loro vita.

Vi proporremo periodicamente un protagonista “diversamente illustre” per condurvi nel cuore di una delle nostre collezioni più interessanti, il Fondo “Società dei Reduci dalle Patrie Battaglie” del Ministero dei Beni Attività Culturali e del Turismo. Buona esplorazione ai cultori dell’immagine storica.

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