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9 novembre 1989

muro di Berlino, 1985 circa elaborazione ©Fototeca Gilardi

Crolla il Muro di Berlino

Il 9 novembre 1989 cadeva – a poco meno di 30 anni dalla sua costruzione – il Muro di Berlino.

Simbolo della cosiddetta “cortina di ferro”, la lunga recinzione era sorta nel 1961 per impedire le crescenti fughe di cittadini tedeschi, dal blocco sovietico verso la porzione di città rimasta “libera” sotto controllo NATO.

Il destino di Berlino si era compiuto nel 1945 quando, accerchiata dagli alleati, era stata invasa e immediatamente spartita in quattro blocchi.

Francesi, Inglesi e Americani – provenienti da Ovest – si erano divisi in tre la metà ovest della città, mentre ai Sovietici era spettata la porzione maggiore, a Est.

Con queste parole Winston Churchill, primo ministro inglese trionfatore della Seconda Guerra Mondiale, riferiva agli americani la situazione di tensione che si andava delineando ai confini dell’Europa nel 1946:

“Diamo il benvenuto alla Russia nel suo giusto posto tra le più grandi Nazioni del mondo. Siamo lieti di vederne la bandiera sui mari. Soprattutto, siamo lieti che abbiano luogo frequenti e sempre più intensi contatti tra il popolo russo e i nostri popoli. È tuttavia mio dovere prospettarvi determinate realtà dell’attuale situazione in Europa. Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Dietro quella linea giacciono tutte le capitali dei vecchi stati dell’Europa Centrale e Orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia, tutte queste famose città e le popolazioni attorno a esse, giacciono in quella che devo chiamare sfera Sovietica. E sono tutte soggette, in un modo o nell’altro, non solo all’influenza Sovietica ma anche a un’altissima e in alcuni casi crescente forma di controllo da Mosca.”

Due Germanie

Solo tre anni più tardi, nel maggio 1949, le regioni tedesche occidentali divennero ufficialmente parte della Repubblica Federale di Germania. Mentre nelle regioni occupate dai sovietici, l’ottobre successivo nacque la Repubblica Democratica Tedesca, con capitale Berlino – in gran parte controllata dagli occidentali – incastonata nel mezzo.

Era prevedibile che Stalin non avrebbe tollerato a lungo la libera circolazione tra le due zone della città, mentre i confini degli Stati del blocco sovietico divenivano sempre più impenetrabili.
Nel 1958 Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti tentarono inutilmente di accordarsi affinché Berlino restasse territorio aperto.

Nel 1961 circa 2,6 milioni di tedeschi dell’est erano già fuggiti verso occidente e l’emorragia non accennava a fermarsi. Si trattava di professionisti, tecnici specializzati, militari che disertavano, mettendo in luce le reali condizioni di vita imposte dalla dittatura stalinista.

Il muro

Così la notte fra il 12 e il 13 agosto 1961 il governo della Germania dell’Est iniziò la costruzione di un muro che impedisse l’accesso ai tre settori occidentali.
Nei 15 anni successivi il muro sormontato di filo spinato si trasformò in una lunga barriera di cemento e acciaio, sempre più impenetrabile e sorvegliata. Migliaia di persone tentarono comunque la fuga e molte di esse morirono nel tentativo.

La svolta avvenne soltanto a metà degli anni Ottanta grazie al riavvicinamento delle due super potenze responsabili di 40 anni di Guerra Fredda.
Ronald Reagan, presidente U.S.A., e Michail Gorbachov presidente dell’U.R.S.S. avevano iniziato un processo di disgelo” che stava dando i suoi frutti.

Ma l’evento che innescò il vero e proprio crollo del muro fu una temporanea apertura dei confini tra Ungheria e Austria nell’estate del 1989. In quell’occasione qualche centinaio di tedeschi dell’Est approfittarono dell’occasione per passare in Occidente, ma nessuno si azzardò a sparare su di loro.

La richiesta di rimpatrio dei fuggitivi da parte della Germania Est venne accolta con eclatanti manifestazioni di protesta. Nel giro di poche settimane si prese atto dell’impossibilità di guidare un’apertura del muro cauta o parziale.

Il 9 novembre 1989, nella confusione generale, la Germania orientale annunciò l’apertura dei valichi senza dare nessuna ulteriore indicazione per eventuali controlli.

I soldati si ritirarono dai posti di blocco e finalmente, tra lacrime e abbracci migliaia di tedeschi dell’Est e dell’Ovest si incontrarono per la prima volta.

La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990.

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