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Bianco & Nera

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Bianco & Nera

Phototeca 12 – collana di monografie dedicata ai grandi temi della raffigurazione.

Il colonialismo, come prima fase dell’imperialismo, preistoria del tardo capitalismo si è lasciato alle spalle molti segni. Nelle “ex” colonie li ha esportati e importati. È persino accaduto che quelli che andavano si scontrassero -frontalmente- con quelli che venivano.

 

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Bianco & Nera
Phototeca 12 – collana di monografie dedicata ai grandi temi della raffigurazione

Alla fine degli anni Cinquanta, inizio anni Sessanta, in un atelier parigino, un artista di nome Sabir Adin insegnava disegno e pittura. Il docente era un giovane poco meno che trentenne, originario del Cairo, un egiziano quindi e la sua specializzazione era il ritratto e il paesaggio naturalistici.

I governi di Parigi e di Londra, afflitti da comprensibili sensi di colpa per il feroce sfruttamento coloniale durato secoli, ospitando qualche decina di giovani artisti provenienti dalle “ex” colonie, si mettevano l’anima in pace. Beninteso, nell’ipotesi che i governi abbiano un’anima.

Bianco & Nera propone

Phototeca, sulla base del programma di Alin che ebbe tra i suoi allievi molti illustri protagonisti della scena artistica degli anni seguenti, mira a proporre la soluzione alla domanda che ancor oggi divide molti critici e cioè: se immergendo un uomo di colore (nero, giallo, rosso) in un bagno sensibile, si debba considerare come viraggio l’individuo così prodotto.

Ovvero se tuffando nel bagno mutante un asiatico, un africano e un indiano delle americhe avvilito (quasi blu), si possa ottenere un tipo definibile come policromico, o per essere più esatti tricromico. In quest’ultimo caso sarebbe legittimo pensare d’aver risolto il problema -gravissimo e angoscioso-  della rappresentazione del cosiddetto “Terzo Mondo”.

Phototeca in Bianco & Nera seguendo gli insegnamenti di Alin afferma che il colonialismo, come prima fase dell’imperialismo, preistoria del tardo capitalismo, coevo di suo nonno detto Il Giovane,  si è lasciato alle spalle molti segni. Nelle “ex” colonie li ha esportati e importati. È persino accaduto che quelli che andavano si scontrassero -frontalmente- con quelli che venivano. In ogni caso, questa è la vita!

(Libero estratto dell’articolo di fondo, dalla libera traduzione di Ando Gilardi dall’originale tedesco “Das Ende der Konsequenz” di Hans Magnus Enzensberger)

Alcuni titoli dal sommario:

  • 4000 anni sul collo degli altri. La cultura attraverso i secoli
  • Te la do io la civiltà! Svelati i segreti del continente nero
  • Il battesimo con messa a fuoco. La missione fotografica
  • P2. Propaganda per piccoli portanti pelle pallida
  • No banana. Il prodotto coloniale chiamato Venere Nera
  • Dio è una ruota. Come la fotografia colonizzò il mondo
  • Lo schiavo vende bene. Catene, mercanti & seduzioni
  • Sferica devozione alla liquerizia. Un fotoromanzo per Mammy

Bianco formidabile aggettivo, da molti creduto un sostantivo. Poche parole sono sfruttate più di questa per fini diversi per cui ha bisogno,  quasi sempre, di un termine d’ appoggio. Di bianco si muore quand’è il colore dell’arma, carta bianca, carni bianche, bandiera bianca, notte in bianco, andare in bianco e… razza bianca.

Nera Come il suo termine opposto anche questa parola ha usi incalcolabili: nero come l’inchiostro, mercato, giornata, umore, borsa, disperazione, prospettiva, pecora… nero o nera rappresentano il negativo peggiore che ci sia. Cronaca nera è quella dei delitti e delle sciagure, camicia nera: il suo oscillante senso politico è noto a ciascuno.

Peso 0,60 kg
Dimensioni 27,5 × 21,5 × 1,3 cm
Finitura

Brossura

Illustrato

Pagine

226

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