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Le copertine degli spartiti

copertina della partitura del valzer "Sul bel Danubio blu" XIX secolo ©FototecaGilardi

L’arte di vendere la musica

Nel campo dell’arte visiva, soprattutto grafica, è facile scoprire splendide produzioni ormai sottovalutate e ambiti artistici di rilievo, che hanno perso importanza con il passare del tempo.

È il caso delle copertine degli spartiti.

Si tratta di veri e propri manifesti in formato ridotto che, fin dall’Ottocento hanno rappresentato un metodo infallibile per pubblicizzare la musica.

Prima dell’avvento dei dischi – che potranno vantare una veste illustrata e parlante – le canzoni e i suoi autori si erano avvalsi di grafici e cartellonisti per rendere più appetibili le monocromatiche partiture.

La soluzione era stata proprio quella di puntare sull’immagine della copertina facendone un mini manifesto.

Queste illustrazioni, come piccole locandine, avevano il compito di attirare l’attenzione del potenziale acquirente e convincerlo a suonare quel brano in famiglia.

Oppure a farne un regalo per la sua bella, appassionata di musica, o addirittura usarlo come un messaggio d’amore.

La funzione comunicativa dell’illustrazione andava ben oltre la semplice informazione su titolo e autori.

Nella copertina dello spartito si anticipava infatti il senso del brano contenuto, attraverso una scena significativa.

Raramente vi appariva il volto del cantante, ma quando accadeva l’artista era talmente famoso da indurre all’acquisto con la sua sola fama.

Nelle copertine degli spartiti il design era molto semplice.

Questo tipo di lavoro per molto tempo fu infatti un’importante fonte di esercitazione per illustratori e cartellonisti.

Con il tempo però lo stile divenne sempre più elaborato, impegnando anonimi artisti, ma anche celebri pittori e importanti illustratori come Libico Maraja.

Così oggi possiamo ammirare collezioni come quelle custodite nell’archivio della Fototeca Gilardi, piene di pezzi d’epoca dal fascino indiscusso.

Piccoli capolavori ispirati all’arte coeva, densi di espressività e inventiva, che riprendono gli spunti dell’Art Nouveau, dell’Art Deco, delle avanguardie storiche accompagnandoci in un affascinante viaggio tra Otto e Novecento.

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