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Le riviste politiche

le riviste politiche

Le riviste politiche sono state per lungo tempo il mezzo più efficace per veicolare le linee programmatiche di movimenti e partiti nei confronti della base di riferimento.

Nate insieme alle ideologie di cui erano espressione, queste preziose pubblicazioni sono un tipico prodotto di quel Novecento che vide lo sviluppo e la diffusione dei partiti di massa e delle loro mille correnti.

I testi, la scelta degli argomenti e degli autori, gli approfondimenti e, in special modo, il taglio fotografico/illustrativo di questi periodici hanno fatto storia e sanno raccontare meglio di qualunque altra fonte la delicata e progressiva metamorfosi delle mentalità e del linguaggio politico e propagandistico italiano ed europeo.

Nel panorama delle riviste politiche reperibili in Fototeca non mancano “chicche” storiche come “Gerarchia” , creata da Mussolini per diffondere il culto della sua personalità, o i primi numeri di “A – Rivista anarchica” pietra miliare del panorama politico degli anni Settanta, mensile preferito di De André.

Tuttavia moltissimi sono i titoli che risuonano conosciuti alle nostre orecchie, dal vetusto e umoristico “Pasquino”, alla seriosa e impegnata “Rinascita”, dal meravigliosamente illustrato “Lavoro” al popolarissimo “Petit journal”, da “L’Asino” maestro di satira, alla triste e greve “Difesa della razza”, fino ad arrivare a “Signal”, celeberrima rivista di propaganda nazista, o a “Vie nuove” periodico di area P.C.I. fondato da Luigi Longo, in cui troviamo firme illustri come quella di Giuseppe Di Vittorio e di Sandro Pertini.

1 commento su “Le riviste politiche”

  1. Patrizia Piccini

    Ando Gilardi ha collaborato dal 1964 al 1978 con il settimanale “Vie Nuove” che dal 1971 cambia la testata in “Giorni” e che, come hai detto, gravitava nell’universo P.C.I. . Il suo apporto alla rivista era la seguitissima rubrica “Fotografia” nella quale accompagnava con i suoi s-consigli, i nuovi amanti del popolare mezzo espressivo, rendendoli consapevoli del suo uso sia dal punto di vista tecnico che etico, politico e filosofico.

    In questi giorni sta per uscire per i tipi della Fototeca, il secondo volume della raccolta anastatica di tutte le rubriche. Un oggetto raro, in tiratura limitata e un imperdibile documento per conoscere la cultura fotografica di quegli anni.

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