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Le parole del telaio

Donna al telaio. Fotografia, Giava, primi anni del XX secolo. dettaglio ©Fototeca Gilardi

La tessitura mi ha sempre affascinato. Soprattutto trovo meravigliosi i telai a mano, quelli antichi, domestici, sui quali le nostre bisnonne lavoravano i rotoli di stoffa per il corredo.

Penso che la pratica della tessitura abbia un ché di meditativo, con quel suo ritmo regolare, l’alternarsi di trama e ordito, il lento formarsi dei motivi sul tessuto.

Per millenni è stata l’attività principale dell’umanità, dopo quella di procacciarsi il cibo.

È forse per questo che ha dato origine a molti modi di dire entrati nell’uso comune. Li usiamo ancora oggi quando parliamo, per esempio, di “trama di un film” o seguiamo “il filo di un ragionamento”.

Il processo di tessitura partiva proprio dal filo, preventivamente ritorto con l’aiuto di rocca e fuso, e poi teso sul telaio per formare l’ordito.
L’espressione “dare del filo da torcere a qualcuno” nasce proprio da qui e dà l’idea precisa di quanto fosse noiosa e complicata questa fase preliminare.

Alla fine il tessitore, fissato il filo alla spoletta, iniziava a farlo scorrere da una parte all’altra del telaio per dar vita alla trama.

Capiamo a questo punto la chiara derivazione di locuzioni come “tessere le lodi” (un’opera di accurata e creativa adulazione) , oppure “fare la spola” (per intendere un continuo andirivieni).
Infatti dalla spola, o “navetta”, deriva anche il concetto di navetta intesa come mezzo di trasporto che si muove tra due punti fissi.

Trama e ordito, le due direzioni del filato, sono invece strettamente connesse al progettare azioni segrete. Pensate infatti ad espressioni come “tramare alle spalle” o “ordire una congiura”.

E restiamo idealmente al telaio anche quando “intrecciamo una conversazione” o “tiriamo le fila di un discorso” oppure “seguiamo un filo conduttore”.
Sembra che la comunicazione abbia parecchie similitudini con la tessitura!

Infine, contrariamente a quel che si pensa, quando “i nodi vengono al pettine” non ci stiamo occupando della nostra capigliatura. In realtà stiamo tirando verso di noi il pettine del telaio, per districare eventuali intrecci rimasti fra trama e ordito.

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