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Storia della Fotografia

Per segnare nei libri di storia in qualche modo la nascita della fotografia, è stato scelto il 1839, quando un ministro dell’interno francese diede la notizia che il governo aveva acquistato da Daguerre il brevetto che rendeva possibile “per la prima volta di allontanare dalla camera oscura le immagini che si formavano sul fondo rese stabili” ovvero fissate. L’annuncio venne dato dal ministro degli interni perchè la maggiore utilità dei ritratti ottenuti in questo modo era quella di ottenere il riconoscimento dei criminali già schedati fotograficamente. insomma, il dagherrotipo era quello che poi sono state le impronte digitali e oggi il DNA.  Il dagherrotipo non servì allo scopo del ministro degli interni francese e anche non ebbe successo come ritratto civile: era una specie di piccola polaroid scomodissima e per vedere bene l’immagine bisogna dipingerla. Ma a Daguerre era stata pagata una buona sommetta per il brevetto e questo fece nascere la voglia, e la curiosità, di trovare altri modi per rendere stabile, cioè per fissare l’immagine che si forma sul fondo della camera oscura. Usata da tempo come giocattolo o per disegnare, e “allontanarla dalla medesima”…. ci riusci facilmente un astronomo inglese, Herschel, tanto facilmente da credere che non valesse la spesa di darne notizia impegnato come era in ricerche astronomiche di grande importanza. Herschel, che un po’ si vergognava di perdere così il suo tempo, ottenne una prima impronta della luce in negativo ma essendo non un dagherrotipista ma una persona intelligente, capì subito che si poteva usare quel negativo come una matrice da stampa e portarla in positivo schiacciandola sopra un altro foglio di carta sensibile con un vetro e usando la luce del giorno come inchiostro, portandola al sole. Naturalmente da uno stesso negativo si potevano ottenere più copie, stampe e il tutto a un costo insignificante. Trovate queste e altre notizie, compreso tutto il divertente discorso del ministro degli interni francese, nella mia Storia sociale della Fotografia che non è servita un bel nulla a evitare l’analfabetismo fotografico più che mai diffuso. Dal passatempo di Herschel nasce subito dopo il primo vero e completo e serio mestiere della calotipia, cioè nasce la fotografia che oggi chiamiamo analogica. Che era e che fu una cosa immensa, enorme, paurosa, terribile che ha radicalmente cambiato la storia, la società umana e nella sua evoluzione continua cambiarla. Ma nessuno lo aveva e lo ha ancora interamente capito: è come se l’uomo avesse trovato il petrolio e la benzina ma poi usati non come energia come adesso si usa ma solo per caricare gli accendini…. però qualcuno aveva capito, per quanto almeno lo riguardavano, alcune conseguenze epocali, spaventose, della nascita e diffusione a velocità crescente della Fotografia, e questi furono proprio i gesuiti. Per rendersi conto dell’evento terribile gli ci vollero trent’anni per cui dal 1839 arriviamo a un papa chiamato Pio IX, ma per parlare del seguito adesso devo aprire un’altra bacheca ….

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