Vai al contenuto
Home » Blog » Rivoluzioni temporali temporanee

Rivoluzioni temporali temporanee

calendario allegorico dei contadini, Francia XVII secolo - elaborazione ©Fototeca Gilardi

È noto che ogni rivoluzione, per attecchire davvero nell’animo dei popoli, deve mutare radicalmente le loro abitudini e per ottenere questo scopo, nel corso della storia, si sono imposti alla gente con dura risolutezza i più radicali cambiamenti.
Tra questi il più drastico e insieme meno efficace fu quello introdotto in Francia il 5 ottobre 1793.
Forti della superiorità della Ragione e della Scienza, tutti presi a riformare il sistema di pesi e misure inventando il sistema metrico decimale (che diventerà presto universale), gli intellettuali rivoluzionari decisero che era il momento di spazzare via dalla vita dei neo cittadini della Repubblica ogni riferimento temporale che potesse legare la gente alle tradizioni antiche, ma soprattutto alle festività religiose, vero spauracchio del passato pre-rivoluzionario.
Saggi e ben intenzionati, decisamente colti e spinti da ideali fin troppo alti, ma evidentemente poco abitudinari (per essere rivoluzionario l’abitudine deve suscitarti almeno un po’ di antipatia) trovarono geniale l’idea di applicare il sistema decimale anche al calendario.
Pur mantenendo i 12 mesi all’anno, li fissarono tutti di 30 giorni ciascuno; erano mesi formati da 3 gruppi di 10 giorni e il decimo giorno di ogni gruppo (il “decadì”) veniva stabilito come festivo e di riposo, dopo 9 giorni lavorativi (e già qui il popolo probabilmente la prese malissimo).
L’anno rivoluzionario poi non poteva che iniziare in una data legata alle vicende politiche, curiosamente sovrapposta all’equinozio di autunno, così il primo giorno dell’era rivoluzionaria venne fissato (retroattivamente) il 22 settembre 1792, giorno successivo all’abolizione ufficiale della monarchia francese.
L’unico riferimento per l’inizio dell’anno rimaneva la “scientifica e illuminista” astronomia, ma è noto che l’equinozio d’autunno astronomicamente non cade sempre nello stesso giorno dell’anno, così i francesi si ritrovarono di punto in bianco a festeggiare Capodanno a settembre, a volte il 22, a volte il 21, altre il 23 altre ancora il 24. Abolito il Natale, abolita la Quaresima, la Pasqua, abolite tutte le ricorrenze legate ai Santi.
È nota a tutti poi, la fantasia che produsse i nomi dei mesi, che gli illuministi decisero di legare agli eventi atmosferici e al ciclo vegetativo stagionale: Vendemmiaio, Brumaio e Frimaio i mesi autunnali; Nevoso, Piovoso e Ventoso i mesi invernali; Germinale, Fiorile e Pratile quelli primaverili; Messidoro, Termidoro e Fruttidoro quelli estivi.
Alla balorda scansione dell’anno di 360 giorni, anno che si concludeva con 5 o 6 giorni “anomali” chiamati Sanculottidi dedicati a celebrare la Rivoluzione, si aggiungeva pure una diversa scansione delle ore della giornata. Fu questa probabilmente a decretare il totale fallimento dell’impresa poiché i contadini francesi si trovarono a dover gestire giorni da 10 ore ciascuno, ma queste 10 ore coprivano il normale lasso di tempo delle nostre 24, quindi erano frazioni di giornata molto più lunghe … insomma un’ora rivoluzionaria durava più o meno due ore e mezza delle nostre. Ovviamente in questo nuovo sistema temporal-decimale le ore erano composte da 100 minuti e i minuti da 100 secondi.
Persi tutti i riferimenti di tempo, sradicati dal normale ritmo di vita, scossi dagli eventi rivoluzionari e persi in un calendario totalmente inventato e non allineato a quello degli altri Stati, neppure i funzionari si abituarono mai al nuovo sistema che creava molti più problemi di quanti non ne risolvesse.
Per quanto non fosse uomo totalmente meritevole, fu Napoleone con il suo senso pratico a mettere fine a questo delirio dopo 14 lunghissimi anni: allo scadere del 10 Nevoso dell’anno XIV della Rivoluzione, i francesi si ritrovarono nuovamente allineati col resto del mondo e festeggiarono, con grande gioia, il ritrovato capodanno del 1806.

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.