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L’invenzione dell’ambulanza

Ambulanza e posto di pronto soccorso italiani, poco lontano da Porta Pia. 20 settembre 1870. elaborazione ©FototecaGilardi

L’invenzione dell’ambulanza, intesa come mezzo di soccorso per il trasporto e il primo trattamento di feriti o ammalati, nasce in tempi piuttosto recenti in ambito militare.

Fino al 1800 infatti l’uso era quello di raccogliere i feriti perlustrando il campo solo a fine battaglia. Con il risultato di far morire dissanguati, di freddo o di dolore molti uomini che potevano essere salvati.

Certamente alcuni tentativi di organizzare un primo soccorso militare erano stati fatti in precedenza.

Già in tempi medievali l’esercito era dotato di carri per il trasporto di vettovaglie e medicamenti che venivano posti in cerchio in modo da delimitare un’area protetta.
Si trattava del primo abbozzo di un ospedale da campo per la cura dei feriti.

Ed è sempre in epoca medievale che si diffonde l’uso dei cataletti, cioè delle lettighe trasportate a mano.

Alcuni secoli più tardi, in Spagna appare per la prima volta il termine “ambulanza”. Parola con cui Isabella di Castiglia indicò le prime unità mobili di soccorso munite di medici e medicazioni, a seguito dell’esercito.

Sempre nel XV in Francia, anche il chirurgo reale francese Ambroise Parè, genio della protesica, faceva la sua parte nell’evoluzione del soccorso.

Negli ospedali da campo stava infatti applicando sui feriti di guerra delle tecniche rapide di intervento: una prima forma di anestesia e la legatura dei vasi arteriosi in caso di amputazione.

La prima è in Francia

È proprio in ambito francese che nasce tre secoli più tardi la prima vera ambulanza intesa in senso moderno.

L’artefice dell’invenzione è il barone Dominique Jean Larrey (1766-1842), che grazie alla sua abilità divenne in seguito chirurgo capo della Grande Armée di Napoleone Bonaparte.

Profondamente colpito dal fatto che i carri per il trasporto dei feriti arrivavano sul campo di battaglia addirittura alcuni giorni dopo lo scontro, Larrey diede vita all’ambulanza volante.

Si trattava di un sistema di carri solidi, ma leggeri attraverso i quali, i chirurghi militari, potevano seguire le truppe prestando soccorso immediato.

Le vetture a due o quattro ruote, tirate da cavalli, erano pensate per trasportare al più vicino ospedale i feriti, tenendoli in posizione orizzontale.

Ogni ambulanza era dotata di 3 chirurghi e 1 infermiere, equipaggiata con strumenti chirurgici, medicinali, fasce, compresse, coperte e un certo numero di barelle.

Inoltre un corpo speciale di infermieri e barellieri permetteva un rapido recupero dei feriti e una maggiore organizzazione del soccorso.

Ma la novità più clamorosa fu quella di prestare cure senza distinzioni ai feriti di entrambi gli schieramenti.

Questa fu la prima scintilla che ispirò Henry Dunant e Florence Nightingale.
E portò, più tardi, alla nascita della Croce Rossa e di tutti i sistemi di primo soccorso civile.

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