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La nascita del Giro

Cartolina promo Totosport per il Giro d'Italia

Il Giro d’Italia oggi onora Forlì, la città in cui nacque Tullo Morgagni, l’ideatore di questa storica gara ciclistica che dai primi del ‘900 appassiona gli italiani. Morgagni, giornalista della Gazzetta dello Sport e organizzatore di eventi agonistici, riuscì a dar vita alla celebre manifestazione battendo sul tempo il Corriere della Sera che già gestiva il Giro automobilistico e pregustava un parallelo Giro su due ruote.
Fu così la Gazzetta dello Sport ad annunciare la partenza della prima tappa, fissata per il 13 maggio 1909 a Milano, con 127 ciclisti schierati in Piazzale Loreto; e fu sempre la Gazzetta ad inventare la “maglia rosa”, quella assegnata al vincitore del Giro, rosa come la carta su cui veniva stampata la Gazzetta dello Sport.
La prima tappa del Giro d’Italia del 1909 fu vinta da Dario Beni a Bologna dopo 397 km, mentre il campione del primo Giro fu Luigi Ganna che si portò a casa il premio in palio di 25.000 lire.
Dei 127 che erano partiti da Milano ne arrivarono alla fine, tra defezioni e squalifiche, solo 49: uno dei corridori, Camillo Carcano, arrivò persino a prendere il treno tra Civita Castellana e Pontassieve per poi riunirsi al gruppo in bicicletta.
I primi marchi storici, Atala e Bianchi, si fanno onore fin da subito in una gara che nei primi anni premia una volta i singoli, una volta le squadre, una volta a tempo, un’altra a punti. Solo nel 1914 si passò alla classifica per somma di tempi, quella in uso ancor oggi.
Dalla prima edizione del 1909 il Giro si fermò solo per il tempo delle due guerre mondiali, dandoci campioni come Girardengo, Binda, Guerra, Coppi, Bartali, Gimondi, Moser, fino al nostro rimpianto Pantani e all’ultimo campione italiano Vincenzo Nibali che si aggiudicò la maglia rosa nel 2016.

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