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La “belle epoque” delle terme

Manifesto per le terme 'Grande Stagione San Pellegrino, marzo novembre'. elaborazione ©Fototeca Gilardi

Elemento culturale caratterizzante dell’impero, le terme erano, all’epoca degli antichi romani, dei veri e propri “centri benessere”.

Vi si effettuavano bagni in acqua calda e fredda, saune e docce, ed erano aperte a tutti. I romani le frequentavano quotidianamente senza distinzione di ceto sociale.

Ai complessi più grandi erano annesse biblioteche, sale riunioni, palestre, stadi e solarium. Le tariffe erano attentamente contenute per permetterne la frequentazione da parte dei meno abbienti.

Dopo un declino in epoca medievale, le proprietà curative delle acque tornarono in auge in epoca rinascimentale. Ma fu solo nel secondo decennio del ‘700 che le terme diventarono dei veri e propri centri di salute e di cura.

Nel XVIII secolo, infatti, la scienza medica iniziò a valorizzare la funzione terapeutica delle acque termali, e poi anche di quelle marine.

A inizio Novecento, complice la nascente cultura vacanziera, sorsero in tutta Europa numerosi centri termali d’élite, dove la nascente borghesia poteva trovare relax e benessere, in ambienti naturali ed eleganti.

Ancora oggi possiamo ammirare in Italia numerose strutture che, con il loro stile Liberty, ci ricordano il periodo d’oro delle vacanze termali.

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