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1. Duca liberamente eletto

Ci sono milioni di fototelefonini ma nemmeno un fototelefotografo che sappia usarli. Il naufragio della Concordia è stato una verifica allucinante e mi auguro che tu lo abbia visto come me in tv per almeno una cinquantina di ore: nemmeno una dico una ripresa su centinaia la quale dica qualcosa a parte i rumori. Michele tu spesso mi ricordi un vecchio film, Quattro passi fra le nuvole …. Michele la fotografia così come oggi si trova, comincia da una lente davanti e appena una volta su 1.000.000.000.000 non finisce con un cretino di dietro… [20/01/2012]

Una volta per tutte: l’invenzione della fotografia è quella di un modo, mezzo, metodo… per allontanare dal posto dove si è prodotta una immagine formata dalla luce. E basta lì! Capito?? (scherzo ma è così….) [19/01/2012]

E dagli, perchè faccio così, perdonami Michele ma la cosa brucia. Ho visto qualche volta un bambino giocare con il trenino e forse anche voi. Era bene attrezzato, un berretto rosso da capostazione, la paletta e faceva con la bocca anche il rumore della locomotiva: ciuf ciuf, tuuuuuhhh! Ma non pensava non credeva di essere davvero un capostazione: giocava al capostazione e si divertiva. Ora ci sono miliardi, miliardi di adulti che hanno un trenino Canon che fa una immagine in una frazione di secondo: credono fatta loro e non giocano più, fanno sul serio gli “artisti”. Perdono una grande occasione… [09/01/2012]

Ho scritto un inno che si canta sull’aria di quello sovietico, due versi dicono “… guai a chi tocca Michele Smargiassi / contro di me dovrà cozzar!…”. Questo blog deve restare com’è: è l’unico posto dove si fa in Italia cultura di Fotografia, e non di immagini fotografiche, che sono purtroppo il suo obbligato ma miserabile straccio. Io l’ho già detto e ripetuto in questo blog, che è una corte di simpatici e intelligenti Amici intorno a un Duca liberamente eletto, dove io faccio il giullare, il buffone e non si deve mai dimenticarlo. E se adesso scrivo: Amici tutte le volte che leggete il nome di un famoso fotografo e di una sua mostra, prima di tutto andate a batterlo in Google Immagini dove trovate 100/200/300 sue opere ciascuna con testi grossi, poi andate a batterlo magari anche in Wikipedia poi in Commons commenti… Poi magari andate a vedere la mostra, vi accorgerete che da sempre le mostre, e non solo quelle di fotografie, sono grotteschi tentativi quasi sempre penosi e ridicoli di ingrandire non delle istantanee ma di gonfiare un floscio palloncino qualunque, l’autore. Naturalmente questa è una buffonata del vostro affezionato Rigolando… [13/12/2011]

Il fotografo autore!… Adesso racconto a te e agli amici una parabola che ho quasi vissuto tanti anni fa. Un giorno è venuto da me un fotografo per farmi vedere un pacco di sue istantanee sensazionali. Le guardo ed erano assolutamente comuni. Dico “ma perché sarebbero sensazionali?”, dice lui “e infatti se non si sa non si vede, perché tutte le volte che schiaccio il bottone prima mi infilo una carota nel culo…”. Ho riflettuto spesso su questo sistema e ho scoperto che molti famosi fotografi fanno qualcosa di simile, solo che non lo dichiarano… [05/10/2011]

Scusami Michele non mi sono spiegato bene, lo so che sai. Quello che forse nella tua suicida bontà verso i fotografi, non sai che alcuni di loro, mendaci e furbastri, ai quali le fotografie venivano sfocate e mosse, copiarono per la fotografia un metodo già collaudato nell’arte, e cioè che nelle immagini gli errori non possono esserci per legge divina: non sono errori, ma un nuovo “movimento” o scuola o stile. Mi pare che il padre riconosciuto di questi furbacchiotti si chiamasse, cito, Gustave Le Gray che dal 1850 (?) introdusse nei suoi 12 anni di attività importanti concetti e regole atte a migliorare la pratica fotografica. E qui mi scompiscio dal ridere. Ri-cito: pubblicò il saggio A Practical Teattise on Photography che venne reso disponibile anche in Inghilterra e in America. Sentenziò contro la crescente meccanizzazione del processo fotografico, che il futuro della fotografia non è nell’economicità, ma nella qualità. Rimiscompiscio e continuo e ricito dalla storia ufficiale “…la sua immagine The Great Wave del 1857 mostra una atmosfera romantica costruita su un sapiente utilizzo delle luci e delle proporzioni. È frutto di due negativi distinti, esposti rispettivamente per il cielo e per il mare. Le sue immagini ottennero entusiastici apprezzamenti quando furono esposti a Londra nel 1856…”. La verità, Michele, è che tu non ti rassegni alla verità alla quale ho dedicato la mia vita e un libro: meglio ladro che fotografo… [02/12/2011]

E lo ripeto per l’ennesima volta anche se so che non vale niente: prendere una fotografia significa consumarla non produrla. Quelle del mucchio sono gusci vuoti: dentro non c’è più niente, la stessa immagine è il vuotoooo! Prima c’era qualcosa… Il supporto prima era nuovo, aveva un valore, un prezzo, un uso, adesso è stato usato, bevuto, mangiato, consumatoooooo e non vale più nienteeeeeee …. Poi noi, voi, ne discutete ragionate polemizzare, e va bene: è un modo amichevole di prenderci per il culo uno con l’altro… Ripeto, non sono un miliardo di immagini prodotte ma consumateeee[16/11/2011]

Scrivo scrivo ma è come non ci fossi… Se fossero fatte come le altre immagini nemmeno da qui all’eternitaaaaà! La Fotografia esisteva prima di essere presa, non viene “fatta”; l’istantanea ne raccoglie, ne prende, ne consuma una briciolaaaaa! Se Michele scrivesse che ogni giorno nel mondo le galline fanno, depongono, un miliardo di uova vi fa meraviglia? No ma siccome ci prende per il sedere e scrive che ogni giorno ci escono di mano, di bocca un miliardo di uova, tutti fate ohhhh! Nessuno di voi sa deporre un uovo, solo lo mangia. L’uovo lo depone una gallina che chiamate macchina fotografica, una gallina che lo ha fatto beccando qui e là: il rumore è lo stesso: clic! clic! Amici, siete grandi ormai, è tempo che sappiate cosa sono le fotografie… [27/10/2011]

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