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47. Fotografia sacra

Vero verissimo Michele ma io, e viva Fotocrazia, godo come un matto a farci il giullare. Ad esempio a dire, cito, che Voltaire, e proprio per questo è il miglior rappresentante di quella astronomica fregatura chiamata illuminismo, tra i passi di certa attribuzione del suo Saggio sui costumi, considera gli africani inferiori intellettualmente agli uomini bianchi, motivo per cui sono ridotti “per natura” in schiavitù, e nell’intero primo capitolo del Trattato di Metafisica (1734), chiaramente esprime la sua tesi sull’inferiorità della razza “negra” rispetto a scimmie, leoni, elefanti oltre che agli uomini bianchi. Alcuni brani del suo Dizionario filosofico non sono affatto teneri contro gli Ebrei, bersaglio di ironia anche nel Candido, e non da meno il parigino si espresse sui cristiani e sugli arabi musulmani, fatto che ha portato alcuni, ma pensa, ad accusare Voltaire di antisemitismo e razzismo. Voltaire espresse numerose opinioni anticattoliche e antislamiste, oltre al suo noto anticlericalismo, in coerenza con la propria filosofia razionalista. Nel Saggio sui costumi critica Maometto e gli arabi, che già sono il suo bersaglio nell’omonima opera teatrale Maometto, non ché ebrei e cristiani. In Candido poi non ti dico che già lo sai come Voltaire si espresse sui cristiani e sugli arabi musulmani, fatto che ha portato alcuni ad accusare Voltaire di antisemitismo e razzismo. Voltaire espresse numerose opinioni anticattoliche e antislamiste, oltre al suo noto anticlericalismo, in coerenza con la propria filosofia razionalista. Durissimo poi sarebbe stato il giudizio di Voltaire su Larissa Sansour che come certo saprai non è palestinese, ma nasce da una ebrea russa emigrata in Israele come tanti altri Ebrei russi, dove ha preso ovviamente la nazionalità, per cui Larissa è giudia di razza e di nascita. La madre ha dopo sposato un palestinese, ma non so dirti se è stata adottata, di certo si sa che ha due passaporti. L’ammiro anche per questo: che sia quel che si dice una sacerdotessa di Saffo la quale si dice conviva con una sergentessa dell’esercito di Israele. Ha soldi in abbondanza, la madre è ricca, e campa più che altrove a NY. Ha successo, è intelligente e abile, sarebbe stata una grande prestante e mi piace da matti: è merito suo se mi fanno scompisciare dal ridere, e sono tanti, gli antisemiti, pardon gli antisionisti, che urlando e gemendo e belando vedono in lei il simbolo dei palestinesi vittime del perfido Israele. Dimenticavo di scrivere che fa la fotografa… [26/12/2011]

“Perché non è mai esistita una vera, riconosciuta, autorizzata ‘fotografia sacra’, così come esiste, da duemila anni almeno, un’’arte sacra?’… Scusa Michele ma la domanda è ingenua: prima di tutto da 2000 anni le immagini fatte a mano hanno voluto provare che l’Uomo è figlio di Dio, mentre alle immagini fatte a macchina fotografica sono bastati un centinaio di anni per dimostrare che è figlio di un porco. Poi per credere in una immagine sacra basta la fede, o come dice la Chiesa stessa il cuore che ce l’hanno tutti, mentre per credere o meno a una fotografia ci vuole il cervello che come sai è rarissimo. In quanto a don Massimo Maffioletti, a mio avviso, che Dio lo perdoni: egli non sa quello che ha fatto: peggio che trasformare una Chiesa come si diceva in un bivacco dei cosacchi: in un circolo fotograficoooo! Orribile… [25/12/2011]

Cito con necessari ritocchi: “La fotografia dell’arte sacra cristiana è da un secolo, nella sua contemporaneità creativa, ovvero nel periodo storico contemporaneo attuale in cui un’opera viene prodotta ed esposta al pubblico, strumentale. Il suo fine è sempre quello di facilitare il rapporto tra terreno e trascendente, tra credente e divino ma non ha più successo totale. Sono innumerevoli gli esempi di fotografie di cicli di affreschi che visualizzano episodi delle scritture: ieratiche fotografie stampate a inchiostro anche nei libri da messa di figure di madonne e santi, statue, altari o altri manufatti come pulpiti e acquasantiere, ecc. Questo perché fino a una certa epoca del resto molto recente, fino a un secolo fa, il 50% degli italiani erano analfabeti, il popolo credente, poteva ricevere solo “messaggi” di tipo verbale (la parola del sacerdote) o visuale cioè “fotografico…” eccetera eccetera. Del resto ancor oggi il 90% dei fedeli cattolici non ha mai visto o quasi mai un quadro sacro dipinto o pittografico in genere, ma ha visto le sue fotografie. Ora quello che Claudio forse non sa e tanti come lui, è che un quadro sacro e la sua fotografia, hanno un significato, diciamo un sapore completamente diverso. È la stessa differenza che passa fra un pollo arrosto e la sua fotografia… [26/12/2011]

999.999.999.999 immagini “sacre” su 1.000.000.000.000 esistenti e pure in chiesa sono fotografie. Sembra impossibile ma anche persone colte come voi credono sempre che la fotografia di un quadro sia un quadro e no una fotografia. [26/12/2011]

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