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46. Fatte da bambini nati ciechi

Fantastico Michele, semplicemente fantastico: le hanno provate proprio tutte, anche le fotografie fatte da scimmie… Cioè no, non hanno ancora provato e vedere come sarebbero le fotografie fatte da bambini nati ciechi. Ebbene, ci ho provato io, quella allegata è l’ultima puntata di una mia serie in proposito dove arrivo a parlare di Gesù, e non per nulla: e che Dio ci perdoni… [09/01/2011]

Scusami Michele se insisto, ma stavolta sei stato tre volte grande, Smargiassi Trismegisto. E spero che su questo tema intervengano in tanti. Ora ecco il nome Tuo Nuovo: il Pifferaio di Fotocrazia, che suona nel suo Piffero Magico e i bambini gli corrono dietro. E io che sono il Topo Buffone… E si Michele, il piffero… ne trovo di latta da pochi soldi e li do a trecento bambini e li invito a soffiarci dentro e registro. Regole? Ma quali regole, non senti che il suono esce lo stesso e che basta soffiare? Poi nomino una giuria di esperti (!) perchè scelga la “musica” più bella che addirittura ricordi i pifferai più famosi del passato (Draghino, Ernesto Sala di Cegni, Jacmon, Giuanen e Fiur in val Trebbia). Michele, scrivi che la reminiscenza… «È un caso? Un’eventualità statistica»? (Non ripeterò per l’ennesima volta la battuta di Cartier-Bresson sulle foto fatte dalle scimmie…). Forse. Ma un caso non così cieco. La probabilità statistica che una foto fatta a caso, o da un bambino, ci sembri “buona”, è molto alta. Perché? Perché le estetiche fotografiche ormai sono mille. E molto generose. La foto sfocata, la foto “storta”, la foto mal riquadrata, la foto “sbagliata” troverà di sicuro un’estetica della foto “sbagliata” che la comprende e la nobilita. Gli “stili” fotografici autorizzati e riconosciuti hanno saturato tutto il piano dell’espressione visuale. Non si può più sbagliare una fotografia. Non saprei dire se è un bene o un male. Oh mio vecchio amico Pifferaio di Fotocrazia, adesso ti vengono dietro non solo i bambini col telefonino ma a occhio e croce più di un miliardo di adulti con la Canon e simili… Ebbene sai che ti dico? Anche il tuo vecchio Topo… [09/01/2012]

Michele un’ultima cosa, sono uno spudorato e mi ripeto. Ma Amici lo vogliamo capire che due più due fa quattro? Se io riesco a venderla bene sul serio, quel bambino ha fatto una fotografia. Ma se non ci riesco e non ci riesco ha consumato una fotografiaaaaaaaa! I bambini e miliardi di adulti non fanno fotografie, le consumanooooooooooooo! [09/01/2012]

E dagli, perchè faccio così, perdonami Michele ma la cosa brucia. Ho visto qualche volta un bambino giocare con il trenino e forse anche voi. Era bene attrezzato, un berretto rosso da capostazione, la paletta e faceva con la bocca anche il rumore della locomotiva: ciuf ciuf, tuuuuuhhh! Ma non pensava non credeva di essere davvero un capostazione: giocava al capostazione e si divertiva. Ora ci sono miliardi, miliardi di adulti che hanno un trenino Canon che fa una immagine in una frazione di secondo: credono fatta loro e non giocano più, fanno sul serio gli “artisti”. Perdono una grande occasione… [09/01/2011]

Annie Leibovitz… Si fa fatica, molta fatica a considerarla come una fotografa; credo che pure lei ci si rassegnasse perché viviamo in un mondo (americano) dove è più facile vendere una fotografia che un’opera d’arte. Pazienza… [30/12/2011]

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