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45. Il Miliziano più gigantesco

Vittorio Emanuele III l’ultimo re d’Italia, era un grande collezionista di collezioni. Ne ho fotografato tre che partendo per l’esilio ha donato alla stato italiano: di monete, di francobolli e di fotografie del Risorgimento. Quest’ultima malamente imballata venne portata all’Istituto per la Storia del Risorgimento che si trova o si trovava all’ultimo piano dell’edificio che si trova dietro il monumento del Milite Ignoto a Roma. Due parti della collezione reale erano di grande interesse: quello delle istantanee scattate dal re fotoamatore appassionato durante le visite al fronte nella prima guerra mondiale; quello del Risorgimento in particolare dell’assedio della Repubblica Romana e della campagna dei Mille. Della repubblica di Mazzini a Garibaldi mi aveva colpito, parlo di mezzo secolo fa, una panoramica orbicolare negativa calotipica della città di Roma ripresa dall’unico punto possibile: il terrazzo che si trovava nell’edificio, e forse c’è sempre sulla cima del Gianicolo …. attenti Amici, attento Michele che questa è la pagina in assoluto più notevole di tutta la storia della fotografia italiana… Continua…
Amici! Michele! Non è mica finita la storia della Panoramica Fotografica Orbicolare (esistono anche quelle fatte a mano) della veduta di Roma presa durante l’assedio della Repubblica Romana. Dunque avrete capito (forse) che la “mia” è il Miliziano di Capa più gigantesco, importante, favoloso, bello bello della storia della Fotografia. Ebbene nessuno meno uno che poi vi dirò ebbe mai il dubbio che si trattasse di una fotografia del Risorgimento, la più interessante. E qui ebbi un’idea megagilardiana: siamo a Roma negli anni ’60, convinsi uno di nome Marcantonio che lavorava per la 3M di fare dono alla Ambasciata americana che ha una villa, una Accademia, proprio sul Gianicolo, sotto allo edificio dal cui tetto era stata presa la panoramica, di una sua copia. L’offerta venne accolta con gratitudine e una bella sera venne inaugurata una copia ingrandita della panoramica appesa in alto attorno a una magnifica sala, e tutti in piedi a inaugurarla venne Andreotti capo del governo, poi ci era l’ambasciatore e ministri, onorevoli, professori… Ecetera eccetera eccetera… [18/12/2011]

Dunque, se vai in Google Immagini e batti Steve McCurry ti vengono fuori più di 300 istantanee di Steve McCurry, altro che mostra per conoscerlo! E non mi piace, cioè non mi piacciono i testi che “spiegano” le sue “opere” dove si legge che avrebbe fatto conoscere l’India e dintorni all’America. È vero il contrario, l’ha nascosta. Come tanti della sua razza Steve McCurry va in giro e fotografa le “curiosità” le “stranezze”… Il topo che insegue il gatto, cioè tutto meno quello che è. Pazienza, beato lui, e auguri. Ma stavolta mi sono saltati i nervi per via della carota, una mia regola. Siccome si dice che la fotografia si carica delle emozioni che prova il fotografo al momento dello scatto, allora il fotografo astuto prima dello scatto si infila una carota nel culo, prova di certo una sensazione notevole, schiaccia il bottone e la trasmette alla foto. In quella foto Steve McCurry ha usato Auschwitz al quale sono particolarmente legato al posto della carota e questo mi ha dato fastidio, ma dopo mi pento… [13/12/2011]

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