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42. Deve porgere l’altra guancia

“Le domande ovviamente sono le solite e girano tutte attorno a una sola: che cos’è che fa oggettivamente il valore di mercato di una fotografia?…”. Lo fa la fattura, è un sistema collaudato anche per i francobolli da collezione. Come nel caso presente, se io pago a un autore, o un gallerista, una cifra enorme per un oggetto insignificante e una fattura regolare prova che questo è avvenuto, la stessa fattura come oggetto, come “pezzo di carta” oltre che da expertise rappresenta un’opera che ha il valore indicato. Se per esempio la fattura scompare o si è distrutta, l’oggetto indicato, in questo caso la fotografia, non ha più valore fino a quando un’altra “vendita”, un’ altra fattura, non riconosce a se stessa un dato valore. In un mondo gilardiano in una mostra di “capolavori” come questi di cui si parla alle pareti si dovrebbero appendere le fatture… Riassumo, è un sistema vecchio e legale per creare un valore riconosciuto addirittura dallo stato per l’avvenuto pagamento delle imposte dovute. [22/11/2011]

So di essere il massimo esperto a livello mondiale in pubblicità per cui vi dico che con la quale quando si usa il ritratto di un personaggio si fa pubblicità due volte, al prodotto nel caso in questione a Benetton, e al Papa e all’Iman che prima nessuno sapeva chi sia e pare una persona intelligente che si è messa a ridere. La Chiesa meno, credo che Benedetto non c’entri perché non lo è di meno; la Chiesa avrebbe dovuto sorridere dicendo che per i suoi stessi principi deve porgere l’altra guancia nel qual caso la Benetton avrebbe fatto al Papa un regalo enorme di cui la Chiesa oggi ha tanto tanto tanto bisogno… [19/11/2011]

Miche perdonami, sai che non ragiono: cosa c’entra il portavoce? L’Imam non solo si è messo a ridere ma si è fregato le mani e si è messo a ballare di gioia, il Papa è il capo di una chiesa la più potente politicamente e diffusa nel mondo, anche in Egitto: essere messo in coppia con Lui in quel modo è stato un piacere, un grosso regalo: nell’immagine il Papa ha eletto il suo vicepapa: l’Imam d’Egitto! Il “portavoce” protesta? Il Papa sappia che l’Imam accetta la nomina ma con il rispetto dovuto. La Chiesa invece parla di avvocati… La Chiesa Michele, non Benedetto XVI del quale sono da sempre fedele studioso dei suoi straordinari discorsi e ammiratore. Questo grande Papa tedesco dal cuore luterano, ha ereditato una Chiesa, e una religione, che davvero non meritava: in crisi paurosa con una caduta a picco dei preti e dei credenti, ma soprattutto una crisi interna fra il vecchio che con gli ultimi dogmi oggi sfiora il grottesco, e il nuovo, una minoranza alla quale auguro sinceramente successo… [20/11/2011]

Ancora una nota Michele, scusa ma stavolta il blog è molto molto importante; la fotografia di cui si tratta è “solo” un fotomontaggio per cui ha solo un valore, attenti, per la Chiesa di una opinione e come tale può essere considerata eretica, cioè di proclamare una eresia. Ma se fosse vera, non ritoccata, cioè “naturale” diventa un dogma a tutti e con tutti gli effetti, perché manifestazione di una volontà del Papa che è come tale infallibile, perché la infallibilità è tale in ogni suo atto espressivo: significativo, anche se silenzioso: come ad esempio il gesto a croce della benedizione muta. Per fortuna o per sfortuna secondo i punti di vista si tratta di un fotomontaggio. [20/11/2011]

Abbi pazienza Michele ma questo tuo blog segna una piccola data nella stessa storia della fotografia. Per la seconda volta un fotomontaggio potrebbe essere la causa di una scomunica (vedi il caso Diotallevi). Seguimi: nel 1870 la proclamazione del dogma della infallibilità del Papa, costituì il fondamento teologico della scomunica già impartita da Pio IX a Vittorio Emanuele II e ai liberali italiani nel 1855, che si trasformò in attiva opposizione politica dei cattolici al Regno d’Italia con il Non expedit del 1874. E che oggi la Chiesa per il fotomontaggio Papa-Imam parli di rivolgersi a degli avvocati e a una legge civile e non alla propria, per punire scomunicandoli i Benetton e chi diffonde l’immagine (nel 1870 furono minacciati di scomunica anche i partecipati alle elezioni del regno d’Italia), che la Chiesa dicevo non si faccia giustizia da sola attraverso la scomunica allora comminata per la partecipazione addirittura al voto e all’attività politica, è la prova più grave della sua crisi e temo della sua irrimediabile decadenza. Che bada bene non mi auguro, ma resta tuttavia la prova della enorme potenza delle immagini “automatiche” vere o false che siano. [20/11/2011]

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