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39. Nella stessa posa ho puntato la Leica

È vero Michele amico amichissimo: le foto parlano ma dicono a ciascuno quello che ciascuno già sa di fotografia per averne fatte tante, non solo per averne viste. Sono io il buffone? Verissimo, mi piace, a me la lingua a te il pugnale: ma sono un buffone fotografo che la sa più lunga di tutti, di tutti gli amici per ragioni di età (90 anni!). Spiego: io allora avevo 49 anni, potevo essere tuo padre: come sai il posto da dove finge di sparare il ragazzo, a Milano, si riconosce facilmente e ancor oggi è semplice andarci. Io ovviamente – per me ovviamente – ci sono andato subito, pensa, come “inviato” di Radio Popolare, mi sono messo nella medesima posa e ho puntato invece che la pistola la vecchia fedele Leica F3 e ho inquadrato la scena davanti… La polizia non c’era e non c’era mai stata: e perché avrebbe dovuto, andate a vedere non c’era senso, nemmeno logica distanza di tiro. Era con me la mia cara moglie Luciana, dialogo che ricordo a memoria: “Luciana, girati alza il vestito e mostrami il culo…”; “Ma tu sei scemo, dillo a tua madre!…”; “Ma non ti riconosce nessuno…”; “Io vado a casa e tu và a cagare…”. Michele hai presente il Miliziano di Capa dal quale è nato un bellissimo genere fotografico internazionale? Il contributo italiano è eccellente… [07/10/2011]

Ti cito Michele: “…L’immagine è una di quelle che hanno smesso di essere fotografie per diventare icone. C’erano almeno cinque fotografi con un certo fegato, quel giorno, in mezzo alle pallottole, ma toccò al professionista Paolo Pedrizzetti la sorte di scattare quella ‘giusta’, che rimbalzò subito sulla prima pagina del Corriere d’informazione e poi su centinaia di altre, e con la sua insistenza, qualcuno scrisse, uccise i sogni del Movimento del ‘77…”

Ma Michele, quando questa foto con le altre è stata presa era ancora vivo il poliziotto assassinatooooo per cui questa fotografia non aveva il significato “storico” che dopo ha preso e prendeeee! Michele, è il titolo sul giornale con la fotografia che tu giustamente hai messo in apertura, è il titolo con sommario, che dà alla immagine un valore, un peso, che non aveva e continua a non avereeeee… Il senso, il valore, il suo peso vero, della istantanea è quello dei miei fumettiii… [08/10/2011]

E sì sulle foto non se ne sa mai abbastanza. Contributo all’esorcismo: …Antonio Custra lasciò la moglie incinta, e sua figlia nacque alcuni mesi dopo la sua morte. Fu uno degli agenti rimasti uccisi nel corso degli anni di piombo; la sua morte fu indicativa di un ulteriore aumento della violenza nelle manifestazioni di piazza e del clima politico. Si era passati dagli oggetti lanciati, alle bombe Molotov, arrivando all’uso delle armi da fuoco. Dieci anni dopo, partendo dalla foto del terrorista che spara, fu riaperta l’inchiesta e individuati i colpevoli. Mario Ferrandi, che poi entrerà in Prima Linea, per poi dissociarsi, verrà condannato per concorso in omicidio del vicebrigadiere. Dopo trent’anni dal fatto, Ferrandi si è riconosciuto colpevole della morte dell’agente, ucciso da un colpo sparato con una Beretta 7,65, incontrando a Milano sul luogo della sparatoria la figlia di Custra che in una commovente cerimonia lo ha perdonato… [07/10/2011]

Caro Michele, ho pensato a lungo come farti gli auguri per i due anni di Fotocrazia, e pensa e pensa ho pensato di dedicarti una canzone. Sono stato in dubbio se dedicarti l’inno dell’Armata Rossa di Stalin, poi Soffia in vento e infuria la bufera, poi Bandiera Rossa, poi Bella Ciao… che sono le mie preferite. Ma poi ho scelto questa che so che l’ascolteranno tutti gli amici e che non da fastidio a nessuno: per una volta tanto. Ti abbraccio amico mio e complimenti: anche tu sei così, non dai fastidio a nessuno, è il segreto che ti invidio del tuo successo… Se cambi solo due parole può essere l’inno dei fotografi liberi contro i critici… [13/11/2001 Ndr: il link inserito da Ando non è più attivo: abbiamo perso il suo regalo musicale…]

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