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34. Quello del retino è stato un salto

Che tristezza Michele, è passato più di un secolo ma nessuno si è accorto che è stato inventato il retino, quello classico, una lastra di cristallo incisa con centinaia di minuscoli obiettivini che fotografano punto per punto trasformandoli in una immaginetta puntiforme di dimensioni diverse ciascun punto della immagine messa sotto a contatto, anche fatta a mano, che può essere anche un negativo, e tutti questi puntolini sono poi stampati a inchiostro tipografico uno a fianco dell’altro. Non sanno che quello del retino è stato un salto paragonabile a quello dall’analogico al digitale! E poi ancora si tenga conto che solo le fotografie più importanti ancor oggi nate analogiche o digitali sono stampate così e viste così... Infine, abbiamo tre Fotografie: analogiche e non glie ne frega più niente a nessuno che ragioni; digitali, tante “stampate” proiettate sul video illuminate sul rovescio con luce tarata e che per arrivare alla carta devono attraversare un retino; infine abbiamo essendo ancora il grande consumo di massa le fotografie riprodotte da una multimacchina fotografica che si chiama retino oggi di tipo diverso, anche litocalcografico, che riempiono le edicole… Quella che non c’è è la fotografia di cui parlano molti frequentatori di questo sito meraviglioso: non esiste proprio. Uno ha scritto che lui sovraespone e poi sottosviluppa con una soluzione di Rodinal 1:50 … caro caro ragazzo, non sa che il Rodinal oggi è venduto come esca per trappola per topi e roditori in generale e non scherzo. Ma è bene che ci siano colleghi così: non sono fotografi sono Poeti cioè molto di più… [22/09/2011]

Cito: Mungo Ponton (Edimburgo, 20 novembre 1801 – Bristol, 3 agosto 1880) è stato un chimico scozzese, pioniere della fotografia. Nel 1839 intuì la possibilità di utilizzare il bicromato di potassio nella fotografia, in concorrenza al cloruro d’argento, sostanza utilizzata dai procedimenti della dagherrotipia e della calotipia. Il bicromato, se unito a una sostanza organica come la gelatina, diviene sensibile alla luce, indurendo proporzionalmente alla luce assorbita. Il bicromato è anche più economico del sale d’argento e per questo venne utilizzato nella stampa fotomeccanica, grazie agli studi di Alphonse Poittevin. Il retino di cristallo è una macchina fotografica con centinaia di obiettivi piccolissimi, le sue lastre sensibili sono di gelatina salata al bicromato di potassio. La multimacchina fotografica retino riproduce una immagine qualsiasi, anche fatta a mano, punto per punto in un mosaico di piccolissime fotografie che non sono negative o positive: dipende da come saranno inchiostrate… La gelatina fotografica “salata” è straordinaria: con questa macchina – retino caricato al bicromato – si possono stampare all’inchiostro tipografico da più di un secolo tutte le fotografie che esistono socialmente e culturalmente. Le altre fotografie stampate su gelatina salata con i sali d’argento di cui tanto si parla praticamente non esistono. La fotografia digitale è la prima liberazione in atto dal bicromato… eccetera. [22/09/2011]

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