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31. Una misura certa

A parte tutto Michele, ma lo sai che stiamo facendo una bellissima Fotocrazia che se fosse nata almeno quarant’anni fa oggi in Italia esisterebbe una cultura fotografica anche persino nelle università che è tutto dire? Comunque accontentiamoci, meglio che niente come dice un personaggio di Sciascia che in punto di morte per confessarsi trova solo un prete spretato. E tieni duro che io non mollo. [29/08/2011]

E se sì, cosa rende le fotografie diverse dai disegni? La mia risposta che non mi chiedi mai? La fotografia è una immagine automatica detta così perché, come si dovrebbe sempre aggiungere, è istantanea, cioè si forma simultaneamente in ogni suo punto. Il disegno è una immagine sequenziale cioè si forma in un tempo più o meno lungo punto dopo punto. Michele perché nessuno nessuno mi prende sul serio, tranne forse Luciana, quando scrivo che E=mc2 è valido anche per la fotografia e che il tempo è un “materiale” che ci si trova dentro e che fa parte concreta del suo significato? Quando scrivo che il significato di una scoreggia, quando si lasciano da parte le estetiche, è più grande (ho detto grande non bello) di cento milioni di istantanee e che in definitiva non ha senso parlare nello stesso testo di fotografia e disegni, ebbene dico cose sensate, anzi! Le sole sensate. Una istantanea come quella di Migliori è della stessa famiglia di una “stampa” intendo di una incisione: la matrice della quale incisione è sequenziale ma la sua stampa no, è automatica: cioè “fotografica”… Siamo sempre lì. la gente continua a credere che le istantanee non son prese ma fatte da un fotografo… [29/08/2011]

(Non sono andato in ferie, beccatevi questa!). In Italia una legge vecchia e mai abrogata richiede da un secolo o meno, un permesso particolare, come anche ai venditori di fiori o altro, per occupare con il cavalletto (non si dice treppiede!) il suolo pubblico per fotografare. Non vieta di fotografare a mano libera… In Inghilterra non so ma dev’essere legale. Io ho da qualche parte uno dei permessi in questione rilasciatomi da Argan sindaco di Roma: falso. Ma non mi è mai stato richiesto. Quando ero il fotografo ufficiale della CGIL avevo un permesso su carta intestata della medesima rilasciatomi da Di Vittorio: falso anche questo ma funzionava per i monumenti pubblici come il Colosseo. Mi sono sempre fatto tutti i permessi di cui ho avuto bisogno e non ho mai avuto problemi: a Roma Di Vittorio era noto e simpatico a tutti. Io usavo diversi “suoi” permessi anche quando facevo il fotografo al Sud, specialmente a Palermo (eh!eh! ho fotografato Cortile Cascino e mi faceva da cicerone e aiutava a tenere a posto i bambini un pezzo importante)… [29/08/2011]

Certo Michele che come la metti tu fa impressione. Ma non è così, e perdonami. Una misura certa, un “peso” certo per pesare una cosa è quella del tempo che ha richiesto (è una bella parola proposta da Marx) la sua “reificazione”, il diventare appunto quella cosa. Ora perdonami se divento volgare: un miliardo di fotografie diciamo che hanno reificato in media un centesimo di secondo ciascuna hanno richiesto in totale il tempo di un buona scoreggia… E si Michele, così stanno le cose. Certo viviamo in un mondo di petomani infaticabili che ammorbano se non anche le narici gli occhi, e tu gli dai enorme importanza e io peggio di te. Facciamo bene? Facciamo male? Mah!… [22/08/2011]

No, non sto zitto nemmeno se mi strozzi: io giro Facebook come sai in lungo e in largo da anni. Michele, ma tu le hai mai viste le fotografie che mandano gli utenti? Per me francamente è un onore che pochissime meritano, diciamo una su cento milioni, che un programma geniale, sublime, quasi divino come Facebook le accetti in omaggioooooo… perché di questo si tratta! [22/08/2011]

Confesso che non me ne intendo affatto e posso errare: ma i fotocellulari per funzionare hanno bisogno di un satellite, che è ancora più fragile del filo, mentre la Leica non aveva bisogno di niente. O mi sbaglio? Poi quello che prendono e restituiscono i fotocellulari può essere intercettato e registrato e si fa sopra tutto un grosso discorso: o mi sbaglio? Con pellicola e Leica vecchia no. Le sue immagini, con attrezzatura modesta e privata che stava anche nel cesso, pensandoci bene, erano le sole che potevano nascere formarsi apparire vivere e morire senza che nessuno ne sapesse mai niente tranne ovviamente il fotografo. O mi sbaglio? [14/09/2011]

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