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29. Avere effetti sociali

Le “mie” fotografie dei tuffi appartengono alla gloriosa tradizione del Miliziano di Capa che dopo essere caduto morto stecchito è andato a farsi un bicchiere con il fotografo… Non sono paragonabili con le altre. Che per il fotografo sono state un colpo di fortuna come si dice. Io come ho scritto tante volte… Ma lasciamo perdere… Ma no, perché? Avrei usato un manichino per guadagnare qualcosa e prendere per il culo un giornale che pubblica i colpi di fortuna… [13/08/2011]

I tuffi olimpionici, specialmente quelli dal trampolino alto e fisso, furono un’ottima occasione per esercitarsi, ricordo simpatiche gare fra colleghi prima delle raffiche: a chi più scatti riusciva a fare con vecchie Leiche F, per regola valeva la prima istantanea dei piedi appena staccati dalla pedana e quella del tocco della punta delle dita all’acqua … se ben ricordo il mio record fu di 8… Quanta nostalgia Michele mi hai fatto sentire… [12/08/2011]

Poi c’è un’enorme differenza: tra chi si butta per togliersi la vita in preda a un dolore immenso… e allora chi ha avuto un “colpo di culo” lo fotografa e vende l’immagine è una povera cacca non un fotografo. E poi chi cade per infortunio sul lavoro, e allora va bene fotografarlo, si denuncia magari un delitto chiamato sfruttamento. Poi ancora è un disgraziato chi cade perché era salito sul tetto per salvare un gattino… Io non fotografo… eccetera. Mi mi ripeto per quello che vale: le fotografie per me, ripeto per me, non dicono niente, sono mute sorde cieche e insignificanti: ci scherzo sopra. Ragiono e discuto solo sul testo, la didascalia, che illustrano ma di cui potrebbero benissimo fare a meno. [13/08/2011]

Come vecchio fotografo naturalmente mi fa piacere vedere che tante brave persone che sanno anche scrivere come si deve prendono la fotografia così sul serio, quasi dividono la storia umana in un prima e dopo la diffusione delle “istantanee”. Quasi li invidio… quasi. Io non ci sono mai riuscito e consideravo fino dal principio che mille istantanee non valessero nemmeno lontanamente un bel quadro dello stesso soggetto. Mi spiego, al suicidio di una povera disgraziata assiste un bravo artista e ovviamente ne resta impressionato. Dopo e magari nel tempo dipinge un capolavoro… eccetera. Non un milione ma nemmeno un miliardo di istantanee del fatto, e non parlo ovviamente del valore economico, possono rappresentare l’evento fino a dargli un significato universale. Le fotografie ripeto non sono fatte ma sono prese da un poveraccio qualunque (parlo di me fotografo) che ha avuto un colpo di culo con una macchina che le fa senza pensare. Ora so bene che il mio discorso rivolto e brave persone le quali – bellissimo! – si sono messe a pensare e a scrivere al posto di una macchina non serve a niente… [15/08/2011]

Ho aspettato fino all’ultimo, pregando Dio, che gli amici sapessero obiettare al mio discorso sulle immagini fatte a macchina e quelle fatte a mano. Mi do torto dunque da solo. Con la fotografia posso ri-produrre e oggi migliorare il quadro della suicida e diffonderlo nel mondo, attenzione figli miei: la fotografia di un quadro resta, è una fotografia. Con il quadro se ri-produco la fotografia non diventa una anzi un milione di fotografie, ma resta un povero unico insignificante quadro senza effetti sociali… Cosa voglio concludere: che l’ultimo dei fotografi può avere effetti sociali più di un artista? Voglio concludere che la fotografia – attenti – come strumento sublime di riproduzione di tutte le immagini presenti passate e future ha cambiato e cambia la storia…
(eh! eh! la prossima volta vi faccio vedere come si fa a darmi torto seriamente…) [16/08/2011]

Ma è così difficile rassegnarsi all’idea, al fatto, che il linguaggio, le parole, i verbi, sono nati e si sono moltiplicati e evoluti per nascondere, per cambiare, la realtà come poi tutte le immagini? La fiducia che ha l’uomo nel linguaggio, e specialmente nella sua scrittura, è patetica e a volte pietosa. In un dizionario normale, scolastico, ci sono 100.000 parole, Dante per la Divina Commedia ne ha usate 14.000. Tutti gli interventi a questa puntata di Fotocrazia, è facile contarle, non arrivano a 800… Amici, non vi sentite ridicoli? Io si… [17/08/2011]

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