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Risorgimento Revisione #7

Lapide a Fenestrelle

…settima e ultima puntata di riflessioni a proposito di revisionismo del Risorgimento…

È famosa la scritta all’ingresso dei lager nazisti «il lavoro rende liberi»: ha l’epigone in un lager del regno piemontese. I militari borbonici, che rifiutarono di prestare giuramento al nuovo sovrano Vittorio Emanuele II, vennero rinchiusi in presidi militari del settentrione italiano, quali Alessandria, San Maurizio Canavese e Fenestrelle, considerati dai revisionisti veri e propri campi di concentramento. Nelle fortificazioni morirono numerosi prigionieri a causa delle pessime condizioni di vita ed igienico-sanitarie. Attualmente, non esistono ancora stime ufficiali del numero delle vittime. Il forte di San Maurizio Canavese, accolse circa 29.000 soldati borbonici, di cui circa 12.000 trovarono la morte. Nel più noto forte di Fenestrelle, invece, furono deportati circa 20.000 soldati duosiciliani e papalini. All’entrata del forte è ancora osservabile su un muro l’ironica quanto funesta iscrizione: «Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce». Per via delle condizioni malsane e delle temperature molto rigide, gran parte dei detenuti perì per fame, stenti e malattie. Per evitare epidemie ed essendovi difficoltà nel seppellire i cadaveri, i corpi dei reclusi venivano disciolti nella calce viva. Anche alcuni briganti vennero relegati al forte, un esempio fu la calabrese Maria Oliverio. Nel 2008 venne posta all’interno della fortezza una lapide commemorativa che rende omaggio ai deportati duosiciliani.

1 commento su “Risorgimento Revisione #7”

  1. sono un abitante di san maurizio canavese mi piacerebbe sapere dove si trovava il forte di san maurizio
    cordiali saluti
    roberto russo

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