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Risorgimento Revisione #2

Calatafimi

La battaglia di Calatafimi, che ne resta tuttavia la battaglia principale, secondo i revisionisti fu solamente una farsa. Il generale borbonico Francesco Landi, nonostante la netta superiorità numerica del suo esercito, ritirò le proprie truppe dal campo di battaglia, permettendo ai Mille di poter avanzare senza troppi… disagi a Palermo. Accusato di tradimento, fu destituito e confinato ad Ischia per ordine di Francesco II. L’anno seguente (marzo 1861), Landi si recò al Banco di Santo Spirito di Napoli per riscuotere una somma di 14000 ducati. Il banco rifiutò di concedere il credito, poiché non vi era il nome del correntista e sorsero dubbi sulla sua autenticità. Per evitare problemi con la legge, Landi confessò di aver ricevuto l’assegno da Garibaldi.

SCHEDA UFFICIALE BATTAGLIA – Data: 15 maggio 1860 Luogo: Calatafimi, Sicilia. Esito: Inconclusiva. Schieramenti: Corpo dei Mille – Regno delle Due Sicilie. Comandanti: Giuseppe Garibaldi – Ferdinando Lanza. Effettivi GARIBALDINI circa 1.500  BORBONICI circa 3.000 – Perdite: 33 morti e 174 feriti garibaldini; 35 morti e 118 feriti borbonici
Alla fine della campagna dei Mille, i prigionieri dello sconfitto esercito borbonico furono migliaia, non si conosce il numero preciso. Venne fatto un tentativo per arruolarne il meglio nell’esercito piemontese vincitore e condotta una propaganda in proposito: ormai l’Italia era unita, una patria comune, erano anch’essi italiani … eccetera eccetera. Cavour chiese al generale La Marmora di condurre una indagine in proposito. Di seguito una parte del suo rapporto…

La lettera di La Marmora a Cavour:

“… Non ti devo lasciar ignorare che i prigionieri Napoletani dimostrano un pessimo spirito. Su 1600 che si trovano a Milano non arriveranno a 100 quelli che acconsenton a prendere servizio. Sono tutti coperti di rogna e di vermina, moltissimi affetti da mal d’occhi… e quel che è piú dimostrano avversione a prendere da noi servizio. Jeri a taluni che con arroganza pretendevano aver il diritto di andar a casa perché non volevano prestare un nuovo giuramento, avendo giurato fedeltà a Francesco II, gli rinfacciai che  i loro Re erano scappati, e ora per la Patria comune, e per il Re eletto si rifiutavan a servire, che erano un branco di carogne che avressimo trovato modo di metterli alla ragione. Non so per verità che cosa si potrà fare di questa canaglia, e per carità non si pensi a levare da questi Reggimenti altre Compagnie surrogandole con questa feccia. I giovani forse potremo utilizzarli, ma i vecchi, e son molti, bisogna disfarsene al piú presto”. Dal Carteggio di Cavour, La Liberazione del Mezzogiorno, Zanichelli

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