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“Negativo”

ANDO – Le opere fotografiche senza confronto più importanti, più utili, più prezionse, più esaminate con attenzione critica esperta, più ragionate, più discusse, più uniche e pure e vere sono quelle che si preferisce chiamare radiografie. I professionisti che le usano, pensate, non gli passa nemmeno per la testa di chiamarle “negativi”. Le radiografie si prendono con una macchina fotografica che le fa per ogni operazione chirurgica, e sono indispensabili per qualsiasi diagnosi, e centinaia di milioni di vite umane sono state salvate e si salvano perchè dei corpi, e non solo umani, sono stati fotografati …. Ripeto: può esistere un idiota che le considera dei “negativi”?
Spero anche che non esista un idiota che siccome non sono mai “artistiche” le consideri meno importanti, meno belle, meno pregevoli delle stampe, per dire, delle fotografie prese da Cartier Bresson che sono diventate dei “negativi” proprio perchè li hanno tradotti in “positivo”. E se nella mia demenza senile piango pensando ai miliardi e miliardi di opere fotografiche originali sacrificate, umiliate, avvilite, tradite nella propria natura per farle diventare “artistiche” non m volete più bene?…..

2 commenti su ““Negativo””

  1. Non capisco questa violenza verbale nel definire ‘idioti’ quelli che non apprezzano la bellezza surreale di una radiografia. Dunque sono idioti tutti i professionisti della fotografia che definiscono negativo un negativo? Una radiografia È un negativo: non la si trasporta in positivo per ragioni di costi e tempo, ma anche perché non essendo una ‘fotografia’ ma appunto una ‘radiografia’ nel caso delle ossa risultano più vicine alla realtà, cioè bianche. Il resto è retorica.

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