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Pomona italiana

In attesa dell’imminente arrivo della primavera, sfogliamo insieme una delle più belle opere illustrate di botanica: Pomona italiana ossia trattato degli alberi fruttiferi.

Si tratta della prima e più importante opera iconografica della pomologia italiana. Illustra in modo esauriente le numerose varietà di frutta presenti nella penisola, all’inizio dell’Ottocento.

Nacque per iniziativa di Giorgio Gallesio, studioso ligure già noto per importanti ricerche botaniche, e segretario legislativo della delegazione genovese al Congresso di Vienna.

Edita in fascicoli a partire dal 1817 fino alla morte del curatore, la “Pomona italiana” è un trattato illustrato e approfondito di frutticoltura e pomologia.

Dati gli ingenti costi di realizzazione la “Pomona italiana” fu finanziata da un originale sistema associativo. I committenti, accuratamente selezionati, si impegnavano ad acquistare ciascun fascicolo, i cui proventi finanziavano la produzione del fascicolo successivo.

Solo così Gallesio potè sostenere l’onere dell’altissimo livello artistico prefisso per l’opera, che venne realizzata in formato “in folio” su carta finissima. Le sue immagini a piena pagina erano colorate rigorosamente a mano.

La “Pomona italiana” possiede infatti un apparato iconografico unico, risultato della collaborazione di disegnatori, incisori e coloritori specializzati.

Tra gli artisti più noti coinvolti nella sua realizzazione, ricordiamo Carlo Lasinio, famoso per aver introdotto in Italia l’incisione su rami multipli, per la stampa a colori.

I committenti della “Pomona italiana” – forse perché coinvolti in prima persona – si sentirono liberi di proporre approfondimenti personali, come avvenne per esempio nel caso delle “uve”.

Questo tuttavia, rischiò di ampliare oltremodo la Pomona italiana. Così, nonostante l’ingegnoso sistema di “auto-finanziamento”, Gallesio dovette attingere in diverse occasioni alle sue risorse personali per poter concludere l’opera.

Dati gli ingenti costi, ne furono stampate solo 176 copie, destinate ad arricchire le biblioteche dei nobili, e di facoltosi appassionati di botanica.

© riproduzione riservata


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