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Vintage home cinema

Cinema & manifesti, buona visione e buone feste!   elaborazione ©Fototeca Gilardi

Quest’anno anche l’immancabile film di Natale è in “pausa Covid”: le sale cinematografiche sono chiuse e chi in passato fuggiva dagli interminabili pranzi per passare il pomeriggio del 25 o del 26 al multisala per un paio d’ore di rilassante visione in compagnia di estranei, dovrà trovare un’alternativa.
Da cultori della storia non possiamo che tifare per visioni cinematografiche vintage perché la storia del cinema è ricca di capolavori degni di un pomeriggio natalizio. Potremmo perderci in maratone monotematiche, riguardando tutta la serie degli “007” o immergendoci nei thriller hitchcockiani, potremmo deliziarci con quella meravigliosa Miss Marple che fu Margareth Rutherford, perderci nel talento di Charlie Chaplin oppure rivedere dal primo all’ultimo i film di Marilyn Monroe, ma se dobbiamo limitarci ad un solo film ecco per quest’anno la nostra “Top Five”:

#1. LA VITA È MERAVIGLIOSA (It’s a Wonderful Life – di Frank Capra, U.S.A. 1946) Il più classico dei film natalizi, citato in ogni pellicola successiva che si svolga a Natale. Una fiaba moderna con tanto di angelo custode, visioni di realtà parallele, un cattivo in stile Scrooge e commovente happy end. Fu la prima produzione della casa cinematografica indipendente ‘Liberty Films’ e si rivelò un insuccesso finanziario tale da costringere i soci a cercare una major a cui vendere la piccola casa di produzione per evitare il fallimento. In seguito è divenuto una delle pellicole più amate dal pubblico, un cult immancabile nelle programmazioni televisive di Natale.

#2. IL BUIO OLTRE LA SIEPE (di Robert Mulligan, 1962) Si tratta di un avvincente e pluripremiato giallo a sfondo sociale tratto dall’omonimo romanzo di Harper Lee che segue attraverso gli occhi di tre bambini, una scabrosa vicenda accaduta in una tranquilla cittadina di provincia: la violenza nei confronti di un’adolescente da parte del proprio padre e il processo scatenatosi contro un innocente uomo di colore accusato dello stupro. James Stewart rifiutò la parte del protagonista, l’avvocato Atticus Finch, a causa della trama “troppo liberale” del romanzo; questo fece la fortuna di Gregory Peck, perfettamente calato nel ruolo dell’idealista e integerrimo avvocato.

#3. CYRANO (di Jean Paul Rappenau, 1990) Vicenda arcinota del poeta spadaccino Cyrano de Bergerac (interpretato da un sanguigno e naturalmente “guascone” Gérard Depardieu), l’amore per Roxane, la rivalità-amicizia con Cristiano e la morte fra le braccia dell’amata quando la rivelazione del sentimento arriva troppo tardi. Un premio Oscar, tre Golden Globe, un premio Bafta dieci premi César, due Nastri d’Argento, un Donatello e il premio per miglior protagonista maschile a Depardieu al Festival di Cannes vi bastano?

#4. LA GUERRA LAMPO DEI FRATELLI MARX (“Duck soup” di Leo McCarey, 1933) Una delle migliori pellicole comiche di tutti i tempi rappresenta una pura evasione in un mondo di equivoci, battute e non-sense tipici dei cinque fratelli Marx. Commedia ferocemente antimilitarista, le cui gag furono riprese da molti artisti successivi, racchiudeva tutto lo spirito anarchico e dissacrante del gruppo, tanto che all’epoca l’Italia fascista e la Germania nazista ne proibirono la distribuzione nel loro territorio.

#5. METROPOLIS (di Fritz Lang, 1926) Una pietra miliare del cinema muto, arrivato a noi in forma parziale.
Capostipite del filone di fantascienza, dal punto di vista tecnico e degli effetti speciali fu un’opera colossale estremamente all’avanguardia per l’epoca. Prima pellicola “distopica” della storia, racconta di una oppressiva società del futuro fondata sullo sfruttamento delle masse povere da parte di pochi ricchi, della conseguente ribellione fomentata da una avvenente donna robot (creata da uno scienziato pazzo) e di una poco credibile alleanza poveri-ricchi mediata dal protagonista e guidata dal suo amore per una profetessa dalle nobili intenzioni. Una curiosità: il finale di Metropolis, così come immaginato da Lang, era diverso da quello poi realizzato nel film, invece di giungere ad una conciliazione delle parti in lotta, i due protagonisti innamorati partivano con un razzo, abbandonando per sempre Metropolis al proprio destino.

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