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Venus vs Mars. Make love, not war.

(una foto al giorno leva l’ignoranza di torno) a cura di Lost Dream Editions

Quella che segue è una «Didascalia irriverente» tratta da “Il bosco incantato”, Lost Dreams Editions 2008.
Non è vero che l’uomo, dopo avere fatto l’amore, sia triste. È stanco, spossato, languido, appagato, un po’ svuotato e dispiaciuto, perché l’intenso momento di piacere appartiene al passato; talvolta anche stordito e scosso dall’esperienza della “piccola morte”, alla quale tanti e tante, come al sonno, fanno resistenza. Ma triste no. Quella è un’astuzia della ragione di tetri infelici, forse tristi davvero perché in fondo non del tutto certi della felicità eterna cui non sanno proprio rinunciare. Anche detta in latino (Omne animal post coitum triste ), la massima resta sempre una grossa minchioneria, ma espressa con l’autorità tributata a una lingua morta. Casomai la tristezza lo invade, se ha avuto la fortuna di sopravvivere, alla fine di una battaglia, anche se è stata benedetta a Clermont, sul finire dell’undicesimo secolo, da un papa, tanto poco cristiano quanto infervorato. Un altro papa, agli inizi del ventunesimo secolo, in un’esternazione all’università di Regensburg non ha incitato questa volta direttamente i cristiani a una guerra, ma ha rischiato di provocarne un’altra ( di nuovo, è un vizio antico, contro gli islamici ) esaltando il “logos”, la razionalità della propria fede ed evidenziandone l’assenza in quella musulmana. C’è di che restare allibiti. «Ma basta elencare i crimini che hanno ritmato la storia delle dinastie bizantine o, più in generale, cristiane — guerre intestine, crociate ( fra cui il sacco di Bisanzio del 1204 a confronto del quale la conquista turca del 1453 pare una scampagnata), Inquisizione, pogrom, asservimento dell’Africa nera, genocidio degli amerindi — per stupirsi del fatto che la menzione di quel “logos”, nel testo del papa, sia seria» ( Marwan Rashed, Esistono le “civiltà”?, in MicroMega, n.5, 2008, p.194 ).
Quella delle esternazioni vergognose “in trasferta” è una brutta abitudine, e non solo dei pontefici: qualche anno fa un capo di governo italiano, da Altan disegnato spesso con una grande banana in mano, a Sofia ha chiesto pubblicamente la testa mediatica di due giornalisti e di un satirico, e solerti servi di regime quanto indefessi leccaculo hanno prontamente accontentato la capricciosa Salomé.
Nell’immagine:
Enzo Biagi, una delle teste mediatiche chieste dalla capricciosa Salomé di cui si dice nel testo.
( da www.radioincorso.it )

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