Vai al contenuto
Home » Blog » Un talento microcosmico

Un talento microcosmico


L’estate volge al suo termine, i cereali mietuti sono già stipati nei granai in vista dell’inverno, si raccolgono gli ultimi frutti e si preparano le conserve come scorta alimentare per la brutta stagione: la Vergine, rinnegando la tendenza allo spreco del precedente segno zodiacale, si appresta a svolgere un’altra delle funzioni vitali per  la nostra sopravvivenza, quella della conservazione e classificazione della realtà esistente, quella del vaglio e dell’ordinamento. Tutto ciò avviene, come per ogni altro segno, sia a livello materiale che psichico, così da dar vita a professioni, comportamenti e fenomeni contraddistinti dall’ordine, dalla precisione, dal ruolo fondamentale del dettaglio e di tutto ciò che è “micro”, numeroso e “gerarchizzabile”. Molti chimici illustri come Lavoisier, Dalton e Faraday appartengono a questo segno, così come altrettanto illustri “eminenze grigie” come il cardinale Richelieu che governò la Francia restando sempre “dietro le quinte”. Chi presenta il segno della Vergine molto rilevante nel proprio oroscopo ha spesso, oggi, una forte predisposizione per l’informatica e per la statistica.
La Vergine, dedita al lavoro e sempre attiva al limite dell’ansia, si affida esclusivamente alla logica e al raziocinio e non è interessata ai “grandi sistemi”, ma al “piccolo” in ogni sua forma. Sebbene questa natura sembri poco creativa, appartengono a questo segno molti grandi artisti e scrittori, tutti accomunati da quelli che vengono considerati i più grandi pregi-difetti verginei: la precisione e la pignoleria. Modesto, spesso insicuro del proprio valore, sempre pronto a correggere infinitamente il proprio (e l’altrui!) lavoro per raggiungere un’impossibile perfezione, il segno della Vergine ospita, tra gli altri, il più importante rappresentante del Verismo italiano e la più amata giallista della storia.
Giovanni Verga, con il suo “Ciclo dei Vinti” esprime al massimo i condizionamenti verginei che puntano il microscopio nel “mondo piccolo”, quello dei poveri, dei derelitti, degli ultimi, gli stessi che per Madre Teresa di Calcutta (altra Vergine) divennero destinatari di tutta la sua opera missionaria. I “vinti” di Verga non hanno scampo, il loro tentativo di elevarsi nella gerarchia sociale non riesce mai: il Vergine non riesce a raccontarsi bugie, il suo sguardo è impietoso nello scovare e sottolineare tutto ciò che è “disfunzionale” al sistema e Verga, che attraverso il Verismo esprime al massimo il suo talento, non racconta la fiaba di quell’unico miserabile che ce l’ha fatta, ma la sofferenza, ingiusta e spesso inevitabile di tutti gli altri, più numerosi, che il sistema ha stritolato.
In Agatha Christie invece vediamo lo sguardo acuto e ironico della Vergine che coglie dettagli apparentemente insignificanti, li organizza e impeccabilmente giunge alla giusta conclusione, tra lo stupore generale di chi brancola ancora nel buio. Il suo Poirot, come spesso accade in letteratura, è una perfetta proiezione dello spirito vergineo della scrittrice: Poirot è un investigatore acutissimo, iper-razionale, attento ad ogni piccolo dettaglio, maniaco della pulizia, perfettamente ordinato con i suoi baffetti impomatati e una serie di fissazioni e rigidità che vanno dal cibo al vestiario, a cui è impossibile derogare. Anche Miss Marple porta con sé gli stessi condizionamenti zodiacali della sua creatrice: curiosa, attenta, instancabile, dedita al lavoro a maglia (attività verginea) è anche una simpatica e niente affatto triste, zitella. Ebbene sì, i rappresentanti del segno della Vergine spesso sono refrattari al matrimonio, forse perché manca loro la capacità di illudersi tipica dell’innamoramento o forse perché la tensione verso la perfezione mal si accorda con la vita di coppia. Lo stesso Verga rimase legato tutta la vita alla stessa donna, ma senza sposarsi mai. A questo proposito Dame Agatha, che era stata profondamente delusa dal suo primo matrimonio, finalmente felice con il secondo marito, un archeologo molto più giovane di lei, con quell’autoironia che solo la Vergine possiede, disse: “Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei invecchia, più lui ne è attratto”.

© riproduzione riservata

1 commento su “Un talento microcosmico”

  1. Pingback: Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi » Astromestieri: la Vergine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.