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Tre leggende per una colomba

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Si racconta che San Colombano, ospite della regina Teodolinda in periodo di Quaresima, di fronte al ricco banchetto di cacciagione arrostita offerto in suo onore, per rispettare il periodo di astinenza dalla carne, stese le mani sulla tavola imbandita tracciando un segno di croce e trasformando miracolosamente i colombi farciti, in pani dolci e bianchi a forma di colomba. Teodolinda, colpita dalla santità e potenza del monaco, in quell’occasione gli fece generosamente dono del territorio di Bobbio, dove

il santo fondò la sua Abbazia.
Questa leggenda sulla nascita della colomba pasquale, sta anche all’origine dell’iconografia di San Colombano il quale, infatti, viene sempre raffigurato con una colomba bianca sulla spalla.
Un’altra leggenda anticipa di poco la nascita di questa tradizione culinaria, portandola ai tempi di Alboino, re longobardo e crudele, impegnato nell’assedio della città di Pavia. Alla vigilia di Pasqua del 572 Alboino, dopo 3 anni di assedio, entra a Pavia e sottomette la popolazione. Gli abitanti sconfitti sono obbligati a presentargli vari omaggi, tra cui 12 nobili e bellissime fanciulle destinate ad ammansire (come schiave) l’ira del sovrano. Ad un tratto tra la folla si fa largo anche un fornaio, con un vassoio di dolci a forma di colomba simbolo di pace pasquale, per invitare il re alla clemenza. Alboino gradisce così tanto il dono, da promettere al vecchio artigiano di portare sempre rispetto alle colombe, ma al momento di ricevere le 12 fanciulle, l’inganno del vecchio si compie: ogni ragazza si presenta al re col nome di Colomba, ottenendo così la libertà a dispetto degli accordi.
Siamo sempre in Lombardia e sempre in guerra anche nella terza leggenda sulla nascita della colomba dolce di Pasqua, ma questa volta è il 1176: è in pieno svolgimento la Battaglia di Legnano e i valorosi della Lega Lombarda si stanno scontrando con l’esercito di Federico Barbarossa con fortune alterne finché tre colombe bianche non si posano sulle insegne dei comuni lombardi trasportate dal Carroccio. In quel momento le truppe dei lombardi sembrano prendere vigore e inaspettatamente lo scontro si risolve con una sconfitta del Barbarossa. Per festeggiare la libertà i vincitori impastarono dolci a forma di colomba, in omaggio alle creature alate portatrici di pace che avevano protetto insegne ed esercito durante la battaglia finale.

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1 commento su “Tre leggende per una colomba”

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