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Scrittura al femminile

Sul web ha fatto scalpore la dichiarazione del direttore di una libreria Feltrinelli di Bologna che ammette di non leggere molti libri scritti da donne, proprio per questione di genere. Sembra che da sempre gli autori maschi vendano di più. Forse per questo una delle più celebri scrittrici del XXI secolo, Joanne K. Rowling autrice di Harry Potter, venne indicata dalla sua casa editrice con le semplici iniziali J.K. e tutt’ora scrive gialli sotto uno pseudonimo maschile. Probabilmente è vero che esiste un pregiudizio presso il grande pubblico, ma per porre almeno un parziale rimedio, vogliamo ricordare 10 scrittrici famosissime e geniali, ancora molto amate e capaci di sostentare, da sole, intere librerie.

Jane Austen (1775 – 1817) scrittrice inglese acuta e ironica, autrice di capolavori come

“Orgoglio e pregiudizio”, “Ragione e sentimento”, “Emma” che sono stati onorati da numerose trasposizioni cinematografiche, è la più letta dalle donne, non fosse altro per la gratitudine che proviamo per aver immaginato un uomo come Mr. Darcy e per aver affrescato in modo così lieve e sottilmente ribelle una generazione di donne ancora vincolate da regole sociali repressive .

Mary Shelley (1797 – 1851) proto femminista britannica, nota per aver creato una immortale creatura, tragica e mostruosa, con il suo romanzo gotico “Frankenstein”, scritto a soli 19 anni. Figlia di due filosofi, Mary Wollestonecraft e William Godwin, moglie del poeta Percy Bysshe Shelley ebbe una vita costellata da tragedie e perdite, scrisse per tutta la sua breve vita sostenendo profondi ideali di cooperazione e di comprensione, praticati soprattutto dalle donne, come strade per riformare la società civile.

Emily Dickinson (1830 – 1866) poetessa statunitense, cresciuta in un ambiente puritano, timida e sensibilissima. A 25 anni decise di estraniarsi dal mondo e si rinchiuse nella propria camera disturbata da una fastidiosa malattia agli occhi oltre che da turbe nervose, e non uscì di lì neanche il giorno della morte dei suoi genitori, vivendo di fantasia e solitudine. Quando morì, vennero trovate nella sua stanza 1775 poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore.

Sorelle Brontë, un trio di scrittrici vittoriane della prima metà dell’Ottocento, famose per aver pubblicato tre romanzi nello stesso anno 1847 di enorme successo. Charlotte Brontë, sorella maggiore, è l’autrice di “Jane Eyre”, Emily Brontë, di “Cime tempestose”, Anne Brontë, di “Agnes Grey”. Per timore che le loro opere fallissero per i pregiudizi che già allora esistevano nei confronti delle donne, le tre sorelle si firmarono con uno pseudonimo maschile.

Virginia Woolf (1882 – 1941) una delle più geniali scrittrici del Novecento, saggista e attivista britannica, fu sempre attivamente impegnata nella lotta per i diritti delle donne. Cresciuta in un ambiente culturalmente stimolante, ricordiamo tra i suoi scritti più famosi i romanzi “La signora Dalloway” e “Orlando”, e il saggio “Una stanza tutta per sé”. Nel 1912 sposò Leonard Woolf, un teorico della politica, ma ebbe relazioni con alcune donne come Violet Dickinson, Vita Sackville-West, Ethel Smyth, che influenzarono profondamente la sua vita e le sue opere letterarie. Soffrì per gran parte della sua vita di forti depressioni che la portarono al suicidio.

Agatha Christie (1890 -1976) la signora del giallo, di padre statunitense e madre britannica, è la “madre” di personaggi immortali come l’investigatore Hercule Poirot e Miss Marple la vecchietta impicciona e acuta, capace di risolvere ogni enigma. Resta la scrittrice inglese più tradotta, battendo anche Shakespeare. Anche lei scelse uno pseudonimo, nel 1949, ma uno pseudonimo femminile a causa di un analogo pregiudizio per cui, a scrivere romanzi rosa dovevano essere solo donne sciocche, certo non un’affermata giallista e tantomeno un uomo.

Simone de Beauvoir (1908 – 1986) saggista francese, autrice di un testo che andrebbe proposto a tutti gli adolescenti contemporanei per frenare la corsa verso una società medievale: “Il secondo sesso” che ne fa l’ispiratrice del movimento femminista. Compagna di Jean-Paul Sartre fu un personaggio molto discusso e fuori dai canoni tanto da scrivere: ” Di me sono state create due immagini. Sono una pazza, una mezza pazza, un’eccentrica. Ho abitudini dissolute […] Con i tacchi bassi, i capelli tirati, somiglio ad una patronessa, ad un’istitutrice, ad un caposquadra dei boy-scout. […] L’essenziale è presentarmi come un’anormale. Il fatto è che sono una scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. È una vita che ne vale un’altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente.

Marguerite Yourcenar (1903 – 1987) la prima scrittrice donna ad essere ammessa all’Académie française, leggeva Aristofane a 8 anni e a 12 anni conosceva perfettamente latino e greco. Il suo romanzo più celebre, le “Memorie di Adriano”, racconta la crisi personale dell’ imperatore Adriano, filosofo illuminato giunto alla fine della sua vita, che vede il crepuscolo di Roma. Molti dei suoi romanzi sono accompagnati da questo senso di fine imminente e spesso appare il tema della difficoltà di vivere l’omosessualità, problema che viveva sulla propria pelle, avendo incontrato nel 1937 Grace Frick, un’intellettuale americana, che divenne sua compagna per la vita.

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