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Questionari

(una foto al giorno leva l’ignoranza di torno) a cura di Lost Dream Editions

«Mentre scrivo, (NDR 21/11/2013) i giornali riportano la notizia che in Gran Bretagna circola, negli ambienti cinematografici e teatrali, un questionario con una domanda insolita: “tendenze sessuali”. Strano. Si dichiara di mala voglia quanto guadagnato, si afferma con decisione che il voto politico è segreto e poi bisogna rispondere in un questionario se ci piace andare a letto con le donne, con gli uomini (o con tutti e due) o con i cammelli. I funzionari del ministero competente, interrogati dai giornalisti, hanno risposto che l’informazione serviva per finanziare in modo egualitario i progetti artistici delle autrici e degli autori. Sarà anche così, ma non mi piace. Se Michelangelo Buonarroti avesse dovuto compilare un questionario simile, molto probabilmente la Cappella Sistina sarebbe stata affrescata da un altro artista».
Così scrivevo in “Il bosco incantato”, nel 2008.
Oggi, siamo alla metà del novembre 2013, è la seconda volta in una settimana che suonano al citofono e una giovane voce femminile mi chiede se può lasciarmi un questionario sulla domanda «Secondo lei i morti possono tornare a vivere?» Rispondo educatamente, come avevo risposto qualche giorno prima, che non sono interessato all’argomento e riappendo la cornetta. Ma resto perplesso. Escludo subito che sia un questionario scientifico o il tentativo di vendermi, in anni di crisi economica, la speranza di poter rivivere: qualche ricco, fiducioso nei progressi della scienza, chiede che il proprio corpo sia conservato nell’azoto liquido. Sono invece fortemente propenso a credere che si tratti di una riedizione di un vecchio mito che è alla base di una vecchia religione mediorientale, con la novità del “qui e ora”, anche se a ben vedere non si tratta poi di una novità: i Vangeli ci informano che, quando muore Gesù, succede proprio quello su cui avrebbero voluto conoscere il mio parere. Ora, sebbene ci siano numerose immagini manuali che avrebbero avuto la pretesa di “documentare” l’ipotesi prospettata dal questionario – si pensi, per citare solo le più note, alle innumerevoli Resurrezioni di Cristo, a quelle di Lazzaro e alle resurrezioni apolcalittiche – il fatto che non una sola fotografia mostri la traduzione di quell’ipotesi in realtà non fa insorgere il sospetto ai propositori che sia solo, per chi vive nella paura di morire, una puerile speranza quella che, per chi esamina la faccenda da un altro punto di vista, diciamo più “fotografico”, si configura come un incubo.
Nell’immagine:
Luca Signorelli, Resurrezione della carne, 1499-1502. Orvieto, Duomo, Cappella di San Brizio.
( da Wikipedia, fotografia di www.wga.hu )

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