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Quale eredità dall’Expo milanese?

Ed ecco iniziato il conto alla rovescia per l’apertura dell’Expo 2015.
Fra meno di un anno aprirà i battenti a Milano quella che un tempo si sarebbe chiamata l’Esposizione Universale sull’Alimentazione e, a  12 mesi dall’inaugurazione, viene “decapitato” il vertice della società, con l’arresto del Direttore Generale e di altri importanti dirigenti, coinvolti in un’inchiesta sugli appalti relativi al più grande evento economico italiano degli ultimi tempi.
La prima Esposizione Universale milanese risale al 1906. In quell’occasione come tema conduttore fu scelto  quello dei Trasporti, per celebrare l’inaugurazione del recente tratto ferroviario Parigi – Milano e dell’allora appena completato Parco del Traforo Alpino del Sempione. L’immagine simbolo dell’esposizione, realizzata da Leopoldo Metlicovitz, rappresenta proprio questo ultima opera.
L’Esposizione fu realizzata creando due settori distinti, uno all’interno del parco (dedicato all’arte) e un altro nell’antistante Piazza d’Armi (dedicato ai trasporti), collegati con una linea ferroviaria sopraelevata che entusiasmò i numerosi visitatori.
La storia delle Esposizioni Universali inizia a Londra, nel 1851, grazie all’iniziativa del Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, con la Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations al Crystal Palace in Hyde Park.
Da allora, molte delle strutture erette in occasione delle Esposizioni Universali arrivate fino a noi, sono divenute celebri come simbolo delle città ospitanti: l’Acquario civico di Milano e quello di Genova, il Palazzo di Arte e Industria dello Smithsonian Institution a Washington, l’Arco di Trionfo costruito per l’Expo 1888 a Barcellona, ma la più conosciuta di tutte resta la Tour Eiffel, progettata dall’ingegnere Gustave-Alexandre Eiffel  nel 1889 in occasione dell’Esposizione mondiale di Parigi che celebrò il centenario della Rivoluzione francese. Fu uno dei primi esempi di costruzioni in ferro battuto di grandi dimensioni: completata in meno di due anni da trecento metalmeccanici,  fu un’imponente opera edilizia ed ingegneristica.
Una curiosità sorprendente è che, nonostante le scarse condizioni  di sicurezza esistenti ai tempi, un solo operaio perse la vita durante i lavori del cantiere.

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