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Né arte né parte

Un paese in cui il detto “non avere né arte né parte” viene usato come sinonimo di “non saper fare nulla” o “essere disoccupato e senza mezzi di sussistenza” è già in partenza un luogo singolare.
In realtà la frase significherebbe “non conoscere un mestiere e non avere appoggi politici” e nasce in un’Italia medioevale, in cui tutti coloro che volevano praticare un’arte o un mestiere erano iscritti a corporazioni, distinte a seconda dell’attività.  Vere e proprie associazioni di categoria, le corporazioni salvaguardavano gli interessi degli iscritti e li aiutavano a raggiungere determinati fini economici, ma per ottenere vantaggi si schieravano politicamente a seconda del vento che tirava, cioè “prendevano partito”.
Così  per un individuo, il semplice saper fare un mestiere, allora come ora, non era sufficiente per lavorare e mantenersi, ma era necessario sia “avere arte” cioè appartenere alla corporazione, che ”avere parte” cioè conoscenze politiche e protezioni dall’alto.
Pare così che nei nostri geni “arte” e “parte” siano ancora indissolubilmente legati, ma se appartenere ad un’associazione può dare forza e coordinamento, dover necessariamente dipendere dai favori della politica o del potente di turno … è tutta un’altra faccenda!

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