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Lo spettro della Terza Guerra Mondiale

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Non so se è per il tono usato nel parlarne, se per puro timore o perché ormai tutto ci sembra un videogame, ma questa Terza guerra mondiale ventilata sui media dà l’impressione di un annuncio costruito strategicamente a tavolino, una notizia vuota diffusa con scopi precisi ma, per noi comuni mortali, inconoscibili.
Certamente dopo il trauma collettivo dei due conflitti mondiali del secolo scorso, il nervo resta scoperto.
Molte volte, dalla fine della Seconda Guerra, è scattato l’allarme di un’altra crisi internazionale capace di portarci al punto di non ritorno, il che generalmente significava utilizzo di armi nucleari con conseguente distruzione del globo.
Gli Anni Cinquanta si sono caratterizzati per un clima di costante tensione, la cosiddetta “Guerra Fredda” che ha dato i suoi frutti anche a livello culturale: corsa agli armamenti tra USA e URSS, maccartismo, romanzi e film apocalittici in cui “il nemico” (regolarmente demonizzato) era sempre lo stesso , cioè quello del blocco opposto o, anche se alieno, aveva guarda caso i tratti tipici del paese nemico.
Non che il rischio reale fosse inesistente: tra il 1950 e il 1951 si sfiorò il conflitto in Corea, quando i cinesi intervennero ad appoggiare la Corea del Nord e gli americani la Corea del Sud; poi seguì la crisi di Suez tra il 1956 e il 1957, con l’Egitto appoggiato dall’URSS nella sua decisione di bloccare il passaggio alle navi di Gran Bretagna, Francia, Israele. Nei primi anni Sessanta celebre è la Crisi di Cuba, quando dei ricognitori americani scoprirono sull’isola, una base missilistica sovietica con testate nucleari puntate verso gli USA.
Per tutti gli anni Settanta e Ottanta la convivenza col rischio di guerra nucleare è stata un leit-motiv, fino ad un evento che cambiò la percezione del rischio e portò ad un progressivo disarmo: nel 1983 il malfunzionamento di un satellite di pre-allarme sovietico rilevò erroneamente il lancio di cinque missili americani diretti in URSS portando i due paesi molto vicino ad un vero conflitto nucleare.
Nel frattempo il diffondersi dei pc e della prima generazione digitale, con tanto di piccoli geniali hacker capaci di violare i sistemi governativi, aveva reso tutti consapevoli dell’aumentato rischio di conflitto per cause non politiche, o addirittura casuali, come in un celebre film che segnò l’epoca: “Wargames”. Uscito proprio nel 1983, questa pellicola racconta di un giovane hacker intenzionato a introdursi nell’archivio di una ditta di videogiochi il quale, per errore, raggiunge un supercomputer della Difesa USA che simula attacchi atomici e inizia quella che ritiene sia una partita, portando il mondo sull’orlo della distruzione. Come sappiamo il clima internazionale, la crisi economica sovietica e forse anche la stanchezza dovuta a troppi decenni di tensione portarono ad un disarmo bilaterale durante la presidenza di Ronald Reagan per gli Usa e Michail Gorbaciov per l’URSS e al conseguente crollo del muro di Berlino, simbolo della Guerra Fredda, nel 1989.
Da allora gli equilibri mondiali, sia economici che politici, sono completamente cambiati e per moltissimo tempo, nonostante i sanguinosi conflitti degli anni Novanta nei Balcani, lo spettro della terza guerra mondiale è rimasto nell’ombra, forse alla ricerca di un nuovo nemico capace di catalizzare il nostro interesse e di colpire la nostra immaginazione.
L’11 settembre 2001 il nuovo nemico si materializzò improvvisamente sui nostri schermi. Il racconto romanzesco e pieno di pathos del nuovo avversario crudele e fanatico, ci ha preparato a questa svolta storica. Così ora, con un nemico nuovo di zecca e una guerra sanguinosa in Siria seguita minuto per minuto, mentre le elezioni presidenziali USA sono alle porte (“arricchite” da interferenze russe di sovietica memoria, ma svelate in tempo reale su tutti i media) ecco che si parla ancora di Terza guerra mondiale.
Certo non è piacevole sentirci pungolare le terga dalle, pur ipotetiche, testate nucleari, tuttavia un dubbio rimane: perché questo scontro tra hacker americani e sovietici ricorda tanto un film anni Ottanta?

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