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La lama, la forca, la chiocciola

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Che il cucchiaio fosse nato per mangiare lumache e non per sorbire una zuppa, certo non l’avrebbe mai detto nessuno, eppure l’etimologia della parola parla chiaro: cucchiaio viene dal latino cochlearium, termine che indicava un recipiente utilizzato per servire a tavola le chiocciole, poi esteso anche a quell’attrezzo che serviva ad estrarre le lumachine dal guscio. Sulle mense romane c’erano due tipi di posata: unachiamata ligula (con pala ovale e manico curvo) usata per servire le salse e appunto il cochlear (con pala piatta e manico appuntito) che aveva la doppia funzione di infilzare o forare uova o molluschi con il manico, e portare il contenuto alla bocca con l’altra estremità.

Cochlea (chiocciola) deriva a sua volta chiaramente dal greco kòchlos (conchiglia) che potrebbe essere stato il primo vero “cucchiaio” o recipiente da cui sorbire liquidi.
Di più immediata comprensione è invece l’origine della parola “forchetta”, la sorella minore del “forcone”, del quale originariamente ricalca la foggia. Entrambi derivano dalla “forca” un antichissimo attrezzo agricolo costituito da un ramo che si separava in due o tre parti, usato per spostare paglia o fieno. Le prime forchette, con due rebbi, risalgono all’epoca romana, ma il loro utilizzo era destinato a pochissimi alimenti perché era considerato più opportuno mangiare portando il cibo alla bocca con pollice, indice e medio.
In epoca medievale ci sono notizie dell’uso della forchetta personale in varie corti d’Europa, ma fino al Trecento, complice una condanna da parte di San Pier Damiani, la forchetta venne considerata un lusso inutile. Ancora nel Cinquecento persino i nobili erano impacciati nell’usarla, ma con l’invenzione degli spaghetti (e con l’aggiunta della quarta punta, alle tre già esistenti) la forchetta acquistò una funzione indispensabile a ogni commensale.
Sull’origine del coltello non c’è molto da immaginare, essendo un utensile antichissimo e dalle più svariate funzioni. Il termine deriva probabilmente da culter (di cui cultellus è diminutivo), cioè quella lama dell’aratro posta davanti al vomere. Fu la prima “posata” ad apparire sulle mense: in passato ogni ospite si serviva usando il proprio coltello, portato da casa, infilzando la carne dal piatto comune per portarla alla bocca. “Ovviamente” si trattava degli stessi coltelli che la gente usava per cacciare, per combattere o per lavorare, ma non esistendo ancora normative HACCP, la gente non si accorse di poter morire per quello e continuò per secoli a campare felice, munita di coltello multiuso.

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