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La forza del più debole

Il femminile, lunare, notturno segno del Cancro, che apre la stagione estiva, segna, insieme al Leone, il tripudio della Natura e dei suoi frutti e rappresenta l’archetipo dell’infanzia, della madre, della famiglia e, per esteso, della patria. Il Cancro si muove nel mondo come una madre che difende i propri cuccioli: attenta ad ogni fruscìo, capace di cogliere i più impercettibili segnali di pericolo, feroce e imprevedibile se tocchi chi lei ama e protegge. Che un Cancro sia genitore o meno, i condizionamenti zodiacali lo rendono pronto a nutrire emotivamente tutte le persone che gli stanno a cuore, a cominciare dal partner, che spesso viene amato e accudito come un figlio, per finire a tutto il restante nucleo familiare che per un Cancro costituisce la migliore corazza protettiva di fronte alle difficoltà della vita, finché non rischia di trasformarsi in una prigione che ne impedisce l’autonomia. I rappresentanti di questo segno, spesso ritenuti degli stravaganti, vivono di emozioni e di immaginazione: le emozioni sono il loro carburante e l’immaginazione è la loro forza. Troppo permeabili agli stati d’animo altrui, spesso reagiscono ad essi in maniera del tutto irrazionale. Molto affezionato a tutto ciò che gli può procurare una vita comoda e priva di grandi scocciature, il Cancro è anche piuttosto selettivo nelle sue frequentazioni e, come accoglie con tutto il cuore i suoi “preferiti”, così sa chiudere la porta in faccia a chi è troppo invadente, volgare o stancante.
La scrittrice francese George Sand (Aurore Dupin, 1 luglio 1804), malgrado il suo pseudonimo e i suoi abiti maschili, è una vera cancerina, mossa dalla passione e dalla capacità immaginativa sia nella vita pubblica che nella vita privata. Cresciuta con la nonna paterna, lontana dalla madre del cui amore non fu mai sicura, si sposò giovanissima colpita dalla fredda schiettezza del barone Dudevant che la chiedeva in moglie promettendo non  passione, ma una solida amicizia. In breve tempo naturalmente questo matrimonio naufragò e Aurore decise di separarsi portando  i figli con sè a Parigi per proseguire la sua carriera di scrittrice. Qui visse alcuni anni col giornalista Jules Sandeau (da  cui mutuò lo pseudonimo) raggiungendo presto il successo e suscitando scalpore con il suo anticonformismo che in realtà era solo espressione delle passioni che la muovevano. Ebbe numerose relazioni, ma la più conosciuta fu quella con il musicista polacco Frederick Chopin per il quale, scrisse lei stessa, aveva una sorta di adorazione materna. Tuttavia, quando si trattò di scegliere tra lui e i suoi veri figli (Maurice che detestava Chopin e  Solange che suscitava attrazione nel musicista) da buona cancerina non  ebbe dubbi e troncò la relazione. Repubblicana e anticlericale, affascinata dal socialismo umanitario, non assunse però mai posizioni estreme in campo femminista, affermando che la subordinazione della donna fosse una mera conseguenza del contratto matrimoniale.
Un celeberrimo cancerino è anche il nostro Giacomo Leopardi (29 giugno 1798) cantore della Luna (astro del segno), poeta della Natura-Matrigna, ricordato spesso per il suo pessimismo e per l’ombra che la rigidità familiare e la freddezza materna gettarono sul suo carattere, sulla sua filosofia e sulla sua poetica. Precoce, geniale, dotato di un’immaginazione prolifica, erudito, poliglotta, compose dissertazioni filosofiche, opere di astronomia, di filologia, traduzioni, poesie, tragedie, ma sebbene afflitto da seri problemi di salute, a lungo cercò disperatamente di emanciparsi da quell’atmosfera familiare così poco adatta alla sua natura tanto bisognosa di un ambiente caldo e armonico. Troppo spesso, però, i rappresentanti del segno del Cancro vengono identificati con questo aspetto malinconico che è solo l’abito che il Cancro preferisce indossare per essere lasciato in pace a godere delle sue emozioni. Il poeta del dolore esistenziale, del vago, del ricordo, l’autore de L’infinito, colui che sosteneva il ruolo consolatorio delle illusioni, così scrisse:  “Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova sé munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.”

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1 commento su “La forza del più debole”

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