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La fede capillare

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Per secoli in Italia la devozione popolare ha scandito ogni momento della vita quotidiana.
Fino a cent’anni fa, la giornata soprattutto nelle campagne e nei paesi, era regolata dalla preghiera, la fine del lavoro coincideva con il tocco delle campane che suonavano l’Ave Maria serale e i Santi vegliavano su chi camminava per le strade, illuminando dalle loro edicole il percorso dei passanti. Chiamate anche “santelle”, tabernacoli, “marginette” o piloni, le edicole votive venivano costruite nei luoghi di confine, agli incroci delle vie, su strade molto battute, presso sorgenti, in antichi luoghi di culto legati a credenze popolari precristiane, oppure venivano erette come ex voto per uno scampato pericolo. Questi “tempietti” (dal latino aedes, cioè casa o tempio) già ai tempi degli antichi Greci costellavano le strade e i palazzi, sotto forma di piccole nicchie ospitanti le effigi dei vari dei o come piccoli templi in miniatura, presso cui fare offerte votive. Dalla Magna Grecia la tradizione delle edicole votive si diffuse in tutta la penisola per poi veder sostituire le statuine di Giove, Minerva e Nettuno con quelle della Madonna e dei nuovi Santi Cristiani.
Tuttora visibili, soprattutto lungo le strade dell’entroterra, hanno purtroppo perso la loro importanza religiosa a causa del progressivo spopolamento delle campagne, di una fede sempre meno legata agli antichi gesti popolari e dell’ormai rarissima abitudine a spostarsi a piedi. Un tempo fungevano anche da prima rudimentale illuminazione stradale, poiché al loro interno splendevano sempre ceri e lumini in omaggio alle immagini sacre e il loro chiarore rassicurava i viandanti.
La maggior parte delle edicole votive fino al secolo scorso erano meta di periodiche processioni e rosari organizzati allo scopo di scongiurare il maltempo o per proteggere il territorio dalle catastrofi naturali, rituali chiaramente legati agli antichi culti pagani delle società agricole.
Oggi invece i piccoli preziosi tempietti che proteggevano il cammino dei contadini stanno lentamente cadendo a pezzi, ma quelli che reggono al passare degli anni riescono ancora a suscitarci immagini suggestive di un tempo in cui la vita scorreva lenta e scandita da gesti rassicuranti, una vita in cui le Madonnine avevano sempre fiori freschi raccolti dai bambini nei campi e in cui la scritta “Ave Maria” era dipinta con della semplice pittura sul muro.

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