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Imparare è un gioco

L’introduzione, in campo educativo, di giochi destinati alla formazione risale alla prima metà del XV secolo, quando l’umanista italiano Vittorino da Feltre decise di utilizzare un mazzo di carte a scopo di istruzione, in particolare carte colorate ed illustrate con le lettere dell’alfabeto allo scopo di utilizzare le immagini a supporto della memorizzazione.

Acquisita una rilevanza “nobile” e uscite dall’ambito delle osterie, le carte da gioco (grazie anche alla neonata arte tipografica)  giunsero presto ad affascinare celebri insegnanti universitari che inventarono dei mazzi speciali, come il “Chartiludium logicae”e il “Chartiludium summariae istituto”, per insegnare addirittura filosofia e diritto romano.

La popolarità crescente delle carte da gioco dovuta alla loro capacità di migliorare la memoria, nel 1645  indussero persino il Cardinale Mazarino a far realizzare per il giovane Luigi XIV le prime carte educative francesi per imparare la storia, la geografia e le favole.
Tra gli altri giochi del delfino compariva un mazzo denominato “il gioco delle regine”, dedicato alla madre Anna d’Austria e illustrato con le immagini di personaggi femminili della mitologia, della religione e della storia come Penelope, la regina di Saba, Messalina, Maria Stuarda, Bianca di Castiglia e Sant’Elena.

Lo stesso metodo venne poi applicato alla fabbricazione di preziose carte per insegnare l’araldica e la storia di Francia, ma produsse anche un fiorire di altri giochi legati all’istruzione ed in particolare di giochi dell’oca particolarmente adatti ad illustrare battaglie, tecniche marinare, o addirittura precetti morali e religiosi.

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