Vai al contenuto
Home » Blog » Il sarto scocciatore

Il sarto scocciatore

Qual’è l’origine del detto “attaccare bottone”?
In realtà c’è molta confusione in merito, ma le versioni più conosciute sono tre.  La prima e più semplice, deriva dagli inconvenienti del mestiere di sarto.

Durante le prove d’abito, quando il sarto era costretto ad attaccare un bottone sull’indumento indossato dal cliente, per intrattenerlo durante la  delicata operazione era costretto a distrarlo con discorsi oziosi fino alla fine del lavoro, probabilmente annoiandolo a morte visto che il detto allude proprio a conversazioni sgradite o indesiderate e all’impossibilità forzata di congedarsi in breve dall’interlocutore.
Una variante di questa versione è quella che rimanda al gergo dei soldati chiusi nelle trincee della prima guerra mondiale: l’attività di cucire i bottoni con ago e filo, necessariamente svolta dagli stessi soldati nei tempi di attesa tra le azioni di guerra, era ritenuta tediosa ed il tempo trascorso in questa attività era riempito con chiacchere di scarso o nullo interesse per l’altra persona.

Un’origine suggestiva, e maggiormente accreditata, è quella che fa invece derivare questo “modo di dire” dal linguaggio medico.
Quando la tecnica chirurgica era agli inizi, per cauterizzare le ferite veniva usato uno strumento di ferro la cui estremità tondeggiante ricordava un bottone, cui si dava fuoco. Il paziente al quale veniva applicato il bottone rovente provava, sia pure per pochissimi secondi, un dolore intensissimo. Da allora la locuzione “attaccare bottone” venne usata in senso figurato, con il significato di parlar male di qualcuno “attaccandolo” con discorsi fastidiosi e dolorosi. Col  tempo quest’espressione ha acquisito il significato di costringere una persona a sopportare un discorso spiacevole.

Infine una versione assai intrigante che rovescia i soliti “ruoli”.
Anticamente, quando le popolane veneziane volevano “abbordare” un giovane particolarmente timido, incrociandolo prendevano un lembo dello scialle e lo facevano volteggiare per ricoprire la spalla, in questo modo le lunghe frange andavano ad impigliarsi sui bottoni del prescelto e  … “voilà”!

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.