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Gocce di Verità

La costellazione dell’Acquario è raffigurata come un giovinetto (Ganimede) oppure come un vecchio (Deucalione) che versa acqua da una brocca, dal cielo verso la terra. Questo archetipo rimanda al mito di Prometeo il quale, impietosito dalle condizioni di sofferenza dell’umanità, ruba agli Dei il fuoco, simbolo di Verità e Conoscenza, per donarlo agli uomini. I due personaggi storici scelti per raccontare l’Acquario, Charles Darwin e Wolfgang Amadeus Mozart, si possono a buona ragione definire “prometeici” e, anche iconograficamente, incarnano le due anime dell’Acquario: il vecchio saggio (Saturno) e il giovane ribelle (Urano).
L’Acquario è, prima di tutto, un “bastian contrario”. E’ quello che, in una qualunque conversazione se ne esce con un punto di vista completamente diverso dagli altri, controcorrente, spesso scomodo e scandaloso, a volte solo troppo in anticipo sui tempi oppure semplicemente originale. Questo accade perché l’Acquario è “aperto sull’Infinito” e la sua mente è più permeabile a suggestioni che non si possono facilmente “tradurre” nel mondo fisico. Questo resta semplice da osservare se pensiamo al clamore suscitato dalla pubblicazione de “L’Origine delle specie” in cui Darwin assesta il colpo definitivo all’idea di un Dio Creatore ed, estendendo la teoria dell’evoluzione anche all’uomo, fa correre un brivido lungo la schiena dei suoi contemporanei, affermando che uomo e scimmia devono aver avuto antenati comuni. Ora per noi è un dato acquisito (o quasi!), ma l’involontario scandalo che leggiamo nelle vignette di epoca vittoriana ci danno la misura di quanto Darwin fosse in anticipo sui tempi.
E che dire di quel bambino prodigio che fu Mozart? Innanzitutto bisogna ricordare che sotto il segno dell’Acquario sono nati moltissimi musicisti che hanno segnato la loro epoca. Nel caso di Mozart possiamo vedere incarnata la genialità in un ragazzo pieno di spirito e di senso dell’umorismo, allegramente irresponsabile, a volte chiassoso e volgare, infinitamente comunicativo e, appena adulto, fortemente insofferente al controllo paterno e all’idea di un “impiego fisso”. Pur consapevole del suo eccezionale talento non fu mai borioso o superbo, ma visse la sua genialità con scanzonata indifferenza e con quello sguardo distaccato e “tiepido”, tipico acquariano, divertito dalle stupide lotte umane per il primato. Ascoltando le composizioni di Mozart è facile capire cosa esca dalla brocca celeste che Prometeo riversa in questo mondo. Nell’Acquario, il divino entra in contatto con l’umano, ma attraverso una distruzione della divinità stessa e attraverso la consapevolezza che la divinità si trova all’interno dell’uomo. Dio deve essere umano e l’uomo dev’essere divino: per capire in chiave più moderna il concetto, basta ascoltare qualche brano da “La Buona Novella” di Fabrizio De André, altro Acquario, altro musicista, altro “bastian contrario”, altro rimpianto anticipatore dei tempi.

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